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2 luglio 2014

Progetti

RENZO PIANO E MALTA
Una inedita facciata in pietra per il Nuovo Parlamento


City gate, prospetto

RENZO PIANO E MALTA
Una inedita facciata in pietra per il Nuovo Parlamento

a cura di Angelo Bertolazzi, Vincenzo Pavan

Nel 2008 lo Studio Renzo Piano Building Workshop ha avviato il progetto “Valletta City Gate”, con il quale è stato ripensato l’accesso al centro storico della capitale maltese. Il complesso è costituito dagli edifici del nuovo Parlamento maltese, dal recupero delle rovine dell’adiacente Opera House e della nuova porta della città di Valletta.
L’intervento si situa in una zona importante della capitale maltese, già tutelata come Patrimonio dell’Umanità, a ridosso delle sue famose ed inespugnabili mura cinquecentesche, ma che richiedeva un progetto di riordino architettonico ed urbano. L’area interessata dal progetto presentava una notevole complessità, dettata sia dalla presenza delle possenti mura sia dalle trasformazioni che si sono verificate nel corso della seconda metà del XX secolo e che hanno visto un progressivo degrado dell’area. Le fortificazioni di La Valletta non solo avevano serrato in un circuito chiuso il nucleo abitato, ma avevano generato una altimetria molto complessa. Dalla quota di campagna il livello del terreno si abbassa per la presenza del profondo vallo, delimitato dai muri di scarpa e controscarpa, per poi innalzarsi repentinamente con la massa del muro principale e riabbassarsi in corrispondenza della circonvallazione interna, ritmata dalla presenza dei cavalieri. All’interno la situazione appariva ancora più difficile a seguito delle distruzioni belliche e dell’uso dell’area nel dopoguerra. Il ponte di accesso venne allargato negli anni ’60 del Novecento per consentire il traffico veicolare e per la stessa ragione venne demolita la porta del XIX secolo realizzata dagli Inglesi e sostituita con un accesso anonimo, mentre un ponte retrostante favoriva la circolazione interna dei veicoli. All’interno la ferita originata dalle distruzioni belliche venne lasciata aperta e lo spazio libero divenne un parcheggio, come il vallo esterno e gli spazi ipogei del fronte bastionato.


City gate, prospetto

Lo studio RPBW è stato chiamato a redigere un progetto che comprendesse la costruzione del nuovo Parlamento maltese, il recupero delle rovine dell’Opera House e il progetto del nuovo accesso di La Valletta, all’interno di una riqualificazione morfologica e funzionale dell’area sia all’interno che all’esterno delle mura.
Il progetto dello studio RPBW si presenta quindi molto articolato e differenziato su più livelli: esso può essere inteso come una grande operazione di recupero e di ridefinizione del luogo, nella quale convergono allo stesso tempo esigenze rappresentative, come il nuovo accesso alla capitale e il nuovo Parlamento, urbane (il ripensamento della viabilità interna ed esterna) ma anche quelle legate alla memoria, come la scelta di mantenere e rifunzionalizzare le rovine dell’Opera House che fa da contrappunto alla nuova “porta” che reinterpreta in chiave contemporanea il concetto di accesso monumentale.
In un progetto così articolato e complesso c’era il rischio sia di perdere l’unità dell’insieme che di inserire elementi estranei al luogo. La scelta di utilizzare la pietra locale da parte dello studio RPBW è stato l’elemento che ha permesso di stabilire un dialogo tra gli edifici antichi, le nuove costruzioni e l’ingresso alla città, diventando il comune denominatore per il progetto. La scelta del calcare giallo di Malta, nella variante più compatta, non è stata tuttavia una scelta banale e semplicistica. In ogni edificio infatti la pietra viene impiegata in maniera differente: se nell’Opera House è stata posta in opera secondo tecniche vicine alla tradizione, per risarcire alcune lacune, nella nuova porta invece le lastre di grandi dimensioni sono l’epidermide dei volumi monumentali di ingresso, mentre nell’edificio del Parlamento diventa il materiale per un paramento altamente sofisticato, che serve all’integrazione nel contesto senza tuttavia falsi mimetismi.


Parlamento, prospetto ovest

Proprio le facciate del Parlamento si segnalano per l’uso assolutamente innovativo della pietra. Il possente involucro si trasforma infatti un sistema complesso nel quale alla pietra sono state affidate nuove funzioni che vanno oltre quelle di semplice finitura esterna dell’edificio. Il rivestimento di grande spessore svolge infatti un importante ruolo attivo nella modulazione della luce che penetra al’interno dell’edificio e quindi al suo controllo climatico. Secondo questo principio di parete ‘attiva’ che stravolge il concetto stesso di rivestimento sono stati pensati degli elementi a brises-soleil integrati nella tessitura dell’edificio e progettati secondo l’inclinazione dei raggi solari.
Questo progetto così innovativo e con un così alto contenuto tecnologico è stato reso possibile dal lavoro svolto dalla ditta CFF Filiberti, che ha curato l’ingegnerizzazione delle facciate e la realizzazione dei singoli elementi lapidei, disegnati uno per uno seguendo un abaco ricco e diversificato. La realizzazione delle facciate ha richiesto un intenso e inedito lavoro di progettazione tecnologica delle facciate, sia a livello del taglio e della lavorazione della pietra che a quello dello studio degli agganci in facciata, con cui assorbire tutte le tolleranze dell’edificio.
Questo, che è diventato un progetto dentro ad un progetto, ha consentito sia di raggiungere gli elevati standard tecnologici previsti sia di seguire l’idea progettuale dello studio RPBW, quella di modellare il volume del Parlamento come un masso eroso dal vento. Da un punto di vista metodologico si è trattato dunque di un proficuo e – per certi versi non abituale – scambio tra progettisti e impresa, dove la volontà progettuale e gli aspetti tecnici hanno saputo trovare il giusto equilibrio.


Parlamento, prospetto ovest

L’iniziativa di Marmomacc intende approfondire e far conoscere gli aspetti tecnici e progettuali dell’opera evidenziando l’impiego innovativo della pietra e dimostrando le nuove qualità tecnologiche ottenibili con un materiale antico.
Per questo motivo sarà allestita nel Padiglione n.1, una mostra che illustrerà la storia del progetto con foto e disegni sul processo di ideazione della facciata, seguendone il percorso della costruzione. La mostra sarà completata da elementi lapidei, forniti e posti in opera dalla ditta CFF Filiberti, in scala 1:1 usati nel progetto maltese con cui mostrare il processo di ingegnerizzazione dei dettagli e di lavorazione della pietra.
Questa fondamentale esperienza di uso dei materiali litici in una grande opera architettonica sarà inoltre illustrata, nei giorni di Marmomacc in una Tavola Rotonda, che raccoglierà contributi e testimonianze dirette di quanti hanno lavorato alla ideazione e realizzazione della Valletta City Gate. L’obbiettivo è quello di evidenziare ancora una volta come un progetto possa essere il motore per l’innovazione e come la sua riuscita sia il risultato di un dialogo tra committente, progettista ed impresa. Nella Tavola Rotonda interverranno i progettisti e i consulenti dello Studio RPBW, l’azienda CFF Filiberti che ha ideato il sistema costruttivo e seguito il processo di ingegnerizzazione e di montaggio delle facciate, realizzandone gli elementi in pietra delle facciate esterne e interne, e i rappresentanti del Governo maltese, committente dell’opera.


Parlamento, dettaglio della facciata

Hanno collaborato alla mostra:
RPBW Renzo Piano Building Workshop, Genova, Parigi
www.rpbw.com

CFF Filiberti srl, Bedonia, Parma
www.cff-filiberti.com
info@cff-filiberti.com

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