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4 aprile 2017

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Stone design for the future

Una importante questione dibattuta dalla critica nell’ultimo ventennio del ‘900 ha riguardato l’impiego della pietra nel design, in particolare la “corrispondenza” di questo materiale alle “esigenze” dei linguaggi contemporanei. Si intendeva con ciò mettere a fuoco, nel serrato confronto tra progettisti e aziende, l’incerto equilibrio tra sperimentalità degli autori e esigenze imprenditoriali per individuare uno spazio di reale sostenibilità del prodotto litico nel mercato del design contemporaneo.
A rendere complesso tale equilibrio concorreva l’intreccio di varie componenti: quelle relative al linguaggio dei prodotti, oscillante tra necessità funzionali e spinta continua all’innovazione formale, fino all’oggetto meramente estetico, e quelle concernenti le tecniche di lavorazione attestate prevalentemente su pratiche artigianali più che sulla applicazione di nuove tecnologie, per altro già in fase di rapida evoluzione con l’immissione nel mercato delle macchine a controllo numerico.
A distanza di pochi decenni i termini del dibattere sembrano decisamente mutati. Da un lato l’effettiva, profonda evoluzione della tecnologia, sia nelle fasi di progetto sia nei processi produttivi, che consente una eccezionale precisione e una velocità esecutiva senza precedenti, unita a una elevata ottimizzazione del materiale anche per progetti formalmente assai complessi.
Parallelamente si sta sviluppando una nuova sensibilità tra i progettisti i quali hanno captato le potenzialità offerte dai materiali litici, ma solo in parte acquisito una competenza sulla loro complessa natura, così come necessitano di una conoscenza più approfondita dei mezzi tecnici oggi in grado di trasformare l’oggetto di design da esclusivo artefatto artistico-artigianale in prodotto seriale di più ampio mercato, capace di entrare realmente nel quotidiano.

L’acquisizione di tale consapevolezza diventa necessaria per dare un senso nuovo al design litico e capovolgere la questione posta inizialmente, ossia interrogandoci sulla “corrispondenza” dei linguaggi del design contemporaneo alle “esigenze” di questi materiali. Dovremmo oggi ripensare il design litico come destinatario di un nuovo ruolo a livello del progetto, della produzione e del mercato, in una posizione effettivamente paritaria con oggetti d’uso e arredi prodotti con altri materiali della modernità.
Sulla verifica di questi concetti si basano le sperimentazioni di The Italian Stone Theatre di Marmomacc, edizione 2016. Ambientato nello spazio della Hall 1, l’evento è articolato in tre mostre che toccano i temi della applicazione delle nuove tecnologie al design di prodotto litico, della sua storia e evoluzione recente, e dell’apporto delle macchine nella ricerca di nuove qualità espressive dei materiali.
La prima, New Marble Generation, che riunisce designers, architetti e artisti nella progettazione di oggetti d’uso e complementi di arredo, indaga sulla possibilità di trasferire nel progetto litico le innovazioni di linguaggio formale a cui aspira il mondo del design. La realizzazione di prototipi ottenuti con l’ausilio di macchine di nuova generazione grazie anche all’abilità di trasformazione delle aziende impegnate in questa esperienza, sono mirati all’inserimento dei potenziali prodotti in un processo seriale, economicamente virtuoso e sostenibile.

Collegata a questa mostra è 50 Years of Living Marble, una rassegna storica di oggetti e complementi di design litico selezionati dalla ricca produzione di architetti e designer dagli anni ’60, dal Novecento ai giorni nostri per aziende italiane di design e di marmi. L’apporto di progettisti di grande rilievo contribuisce a tracciare un profilo sia pur sintetico di questo importante segmento culturale del Made in Italy, aiutando nel contempo la comprensione del processo evolutivo del design litico dalla fase di produzione artigianale alla presente, contrassegnata dall’avvento dello “scalpellino digitale”.
La terza mostra The Power of Stone ha come focus le potenzialità delle macchine e dei software di nuova generazione di elaborare i materiali lapidei in forme complesse con procedimenti totalmente meccanizzati. Contemporaneamente tale esperienza consente di verificare le performances e le problematicità di marmi e pietre sottoposti a processi di lavorazione assai elaborati, sviluppando in tal modo una verifica mirata delle proprietà e delle potenzialità dei diversi materiali litici.
Inserito negli spazi della Hall1, come ulteriore sperimentazione, il Ristorante d’Autore celebra il binomio pietra-cibo con il tema “Viaggio al centro della terra”, titolo allusivo al percorso iniziatico nel mondo della pietra e della creatività.

di Raffaello Galiotto e Vincenzo Pavan

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