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12 ottobre 2017

Design litico

TERRITORIO & DESIGN
a cura di Raffaello Galiotto e Vincenzo Pavan

La mostra intende approfondire le tematiche legate al progetto di design litico evidenziando le peculiarità dei materiali dei diversi territori e bacini produttivi della penisola, valorizzandone i contenuti tecnici della tradizione e il patrimonio culturale.
Progettisti rappresentativi delle attuali tendenze nel design e nell’architettura sono abbinati ad aziende operanti in aree italiane di diverse identità per materiali, lavorazione e sperimentazione tecnologica, al fine di realizzare prodotti di design industriale di qualità, espressione dei materiali e delle diverse capacità territoriali.
L’apporto di nuove tecnologie digitali di taglio, lavorazione e modellazione, di cui sono dotate le aziende che partecipano come partner, consente di avvicinare la pietra ai materiali “egemoni” nel mercato del design, inserendola nel processo di serializzazione produttiva caratteristico del prodotto industriale. Ciò consente inoltre di valorizzare in modo nuovo le qualità plastiche, tattili e cromatiche dei materiali e realizzare prodotti dotati di funzionalità, praticità e elevato contenuto formale.

PONTE(M)
Design: Blumerandfriends, Matteo Borghi
Company: Helios Automazioni
Material: Serpeggiante Silvabella Classico

Abbiamo sempre immaginato un tavolo che avesse come piano una lama litica lunga, sottile e “leggera” in grado di supportare carichi e funzioni. Ispirandoci al mondo delle strutture portanti di costruzione quali travi e ponti, abbiamo lavorato nell’esasperazione delle capacità fisiche del materiale nobile di pietra, cercando di togliere tutte le quantità non necessarie alla tenuta dello stesso. Unendo questo sforzo alla tipologia di lavorazione e di costruzione dell’oggetto si arriva ad un stadio necessario ed univoco in cui “non si può fare diversamente”…l’estetica è raggiunta. Un piano in marmo di spessore 8mm collabora con una struttura portante in acciaio inox a cui è stata applicata una leggera “monta” per aumentarne la tenuta. Quattro gambe delle stesso materiale ne garantiscono l’appoggio.

Serpeggiante Silvabella Classico
I marmi e le pietre di Puglia sono costituiti fondamentalmente da rocce calcaree presenti in maniera diffusa su tutto il territorio regionale. Il distretto lapideo della Pietra di Apricena è tra i principali poli estrattivi italiani (per quantità di materiali che vi si estraggono) e si estende ai piedi del Gargano tra i comuni di Apricena, Poggio Imperiale e Lesina.
Bronzetto, Biancone, Fiorito e Serpeggiante sono le quattro principali varietà diffuse in questo comparto, con variazioni cromatiche che oscillano tra il beige, l’avorio e il rosato, arricchite da venature sottili e sinuose.
Il Silvabella in particolare, è una pietra naturale calcarea compatta di costituzione, uniforme e di notevole resistenza, dall’inconfondibile espressione cromatica beige, con striature più chiare e più scure tendenti al marrone. Un materiale di grande tradizione e di grande versatilità, dotato di ottima resistenza, bassissima permeabilità ed una persistente brillantezza della lucidatura, adatto alla realizzazione di pavimenti e rivestimenti, prodotti di design e di artigianato artistico.

Blumerandfriends
È un metodo di ricerca che Riccardo Blumer ha iniziato intorno al 2005 grazie alla collaborazione col designer spagnolo Adrian Freire e con l’architetto Matteo Borghi con i quali è cominciata una serie di esperimenti costruttivi per comprendere, attraverso l’esperienza diretta, il funzionamento di alcune materie, fenomeni e materiali. Il principale scopo è quello di creare occasioni di approfondimento della conoscenza dei fenomeni della natura per l’atto creativo artificiale, che essi ci suggeriscono direttamente.
Matteo Borghi
Laureatosi in Architettura al Politecnico di Milano, dal 2005 lavora con Riccardo Blumer ad una serie di prodotti di design industriale per importanti aziende italiane. Contemporaneamente si dedica all’insegnamento presso il Corso di Laurea in Design Industriale dell’Università di San Marino e presso l’Accademia di Architettura dell’Università della Svizzera Italiana di Mendrisio.

SLICED CONE
Design: Giorgio Canale
Company: Cereser Marmi
Material: Thala Grey Royal, Bianco Carrara, Nero Marquina

Sliced Cone nasce dal rispetto per la pietra naturale e dalla volontà di dare vita a forme morbide e curve puntando allo “scarto zero”. La tecnologia si è rivelata uno strumento unico nelle mani di progettisti e artigiani che hanno potuto abbattere limiti sino ad ora considerati insuperabili. Troppo spesso, però, questa nuova libertà di espressione distoglie l’attenzione dal reale valore della pietra naturale. Il primo modo di dimostrarlo è fare attenzione a quanto materiale vada “sottratto” dal blocco originale per ottenere il risultato finale. Sliced Cone è il primo risultato di un esercizio di ricerca di forme coniche, generalmente realizzate da blocchi, ottenibili per sottrazione da blocchi, ottenibili in questo caso direttamente dalla lavorazione di lastre da 2 o 3 cm. Grazie alla tecnologia water jet, l’architetto Canale ha concepito un sistema taglio di cerchi concentrici, con lati inclinati, ricomponibili in lavelli e vasche di diverse dimensioni. Sliced Cone è un concept destinato a rappresentare una piccola innovazione nel mondo della pietra, ampliando le potenzialità di lavorazione della lastra.

Thala Grey Royal
Proposto in un’esclusiva versione dagli altissimi standard qualitativi ed estetici, il Thala Grey Royal è un limestone di struttura calcarea estratto con un’operazione di “separazione” di falde formate dall’acqua. “Adottivo” della Roma antica, questo marmo di provenienza tunisina è stato per secoli oggetto di raffinate lavorazioni dei magister marmorari e ha costituito uno dei litotipi pregiati nei rivestimenti, negli elementi architettonici e negli arredi di edifici pubblici e privati romani. È caratterizzato da un fondo grigio-chiaro uniforme in lieve contrasto con venature, fioriture scure e salini più chiari. La sua proposta attuale, si integra con altri marmi della penisola e con il gusto contemporaneo sia per cromia, sia per caratteristiche di superfice e testimonia la modernità e l’eleganza che questo materiale ha conservato nel tempo, in continuità con la tradizione antica.

Giorgio Canale
Nato a Verona nel 1975, si laurea in Architettura presso lo I.U.A.V. di Venezia e dal 2004 è iscritto all’Ordine degli Architetti della Provincia di Verona. Già dal periodo degli studi universitari Canale getta le basi di una solida professionalità, curando progetti di exhibit design per clienti italiani e stranieri. La sua versatilità e l’ampia attività di ricerca internazionale lo portano oggi a firmare progetti in Europa e negli Stati Uniti, nei settori lusso e design.
Conferma un solido gusto razionalista al quale abbina uno spirito visionario: la linearità e la pulizia dei suoi lavori accomunano esperienze diverse che spaziano dall’edilizia industriale all’interior design, fino alla progettazione del prodotto.

PROCESS
Design:
Lorenzo Damiani
Companies: Odone Angelo + Travertino Toscano
Material: Travertino Toscano

I materiali lapidei, come altri materiali naturali spesso utilizzati dall’uomo, sono destinati a esaurirsi in un futuro chissà quanto prossimo. Una diversa possibilità di utilizzo, ecologica e razionale, può prevedere un processo sistematico di progettazione e realizzazione alternativo, che porterebbe un notevole risparmio di materiale: questa è l’idea fondante che sottende il progetto.
Lastre di Travertino Toscano sezionate e assemblate con una tecnica quasi “sartoriale”, per poi essere fresate con l’obiettivo di ottenere elementi dalle forme apparentemente derivate dal blocco pieno: una collezione in divenire attualmente composta da un lavabo a colonna e una vasca circolare. Questa collezione rappresenta, prima di tutto, un progetto di processo produttivo in cui la struttura degli oggetti diviene anche decorazione grazie all’utilizzo di due tipi di travertino, assemblati per ottenere un rapporto di alternanza interno/esterno.
Responsabilità e consapevolezza sono le parole chiave di questo progetto.

Travertino Toscano
Roccia sedimentaria di origine chimica è caratterizzata da concrezioni con stratificazioni parallele a bande e da una porosità che varia da strati e zone. Dopo un certo tempo dall’estrazione il materiale diviene compatto e durevole assumendo una tonalità giallo-brunastra per la presenza di tracce di pigmentazione ocraceo-limonitica.
Coltivato nelle colline Toscane della provincia di Siena, nel comune di Rapolano Terme, questo litotipo è conosciuto anche come Travertino di Rapolano o Pietra di Rapolano oltre i numerosi nomi commerciali derivanti dall’ampio utilizzo fatto a livello internazionale e si trova nelle varietà di bianco avorio, il grigio, il giallo aranciato ed il bruno.
Già usato in epoca etrusca e poi romana acquista grande importanza nell’Architettura Razionalista della prima metà del Novecento. Con il tempo acquista grande importanza nel mercato americano e medio orientale. Dagli anni Ottanta fino a oggi è presente in piccola o grande quantità nella maggior parte dei grandi progetti di architettura contemporanea.

Lorenzo Damiani
Lorenzo Damiani, nato nel 1972, si è laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano. Si occupa di furniture e product design e ha collaborato con diverse aziende tra cui Cappellini, Campeggi, Ceramica Flaminia, Montina, Illy Caffè, IB Rubinetterie, Caimi Brevetti, Luce di Carrara, Lavazza, Nodus.
Il Triennale Design Museum di Milano gli ha dedicato la mostra personale “Ma Dove Sono Finiti gli Inventori? Lorenzo Damiani” curata da Marco Romanelli. Nel 2012 altre due mostre personali: “Lorenzo Damiani: Senza Stile”, curata da Giovanna Castiglioni, tenutasi alla Fondazione Achille Castiglioni e “Prova a Prendermi”, curata da Silvana Annicchiarico, alla Triennale di Milano. Per la sesta edizione del Triennale Design Museum di Milano ha progettato l’allestimento dedicato ai fratelli Castiglioni. Suoi progetti sono presenti nella collezione permanente del Chicago Athenaeum, del Museo della Triennale e del Vitra Museum.

TRICLINIO
Design:
Giuseppe Fallacara, Micaela Colella – New Fundamentals Research Group
Company: Bianco Cave
Material: Pietra di Ostuni

Triclinio è una seduta in pietra bianca di Ostuni, ispirata alle sedute del mondo classico, su cui si adagiavano i commensali durante la condivisione dei pasti. Questo elemento, trasposto in chiave contemporanea, diviene una panca monolitica plasmata da un unico blocco di tenera pietra bianca secondo forme sinuose che riecheggiano la classicità, ottenute, tuttavia, scavando la materia per mezzo di macchine CNC. Nascosto nello spessore della massa litica, un materassino permette al piano litico, discretizzato in formelle quadrate, di attutire e assecondare i movimenti del fruitore.

Pietra di Ostuni
Viene denominata Pietra Bianca di Ostuni una tipologia di roccia calcarea, poco diffusa, estratta da cave presenti nel territorio compreso tra Ostuni e Carovigno, con attività estrattive minori nei comuni di Locorotondo e Cisternino.
Questa tipologia di pietra è caratterizzata da una grana fine ed omogenea e da un alto grado di compattezza, e si distingue facilmente per la sua peculiare colorazione avorio chiaro tendente al bianco e la finitura setosa.
La sua composizione chimica rende la Pietra Bianca di Ostuni facilmente lavorabile ed adatta ad applicazioni scultoree dall’alto valore artistico. Infatti, è impiegata tradizionalmente per la creazione di complessi apparati decorativi, pur essendo riscoperta recentemente come prezioso materiale per la realizzazione di oggetti di design e rivestimenti di pregio per l’architettura contemporanea.

Giuseppe Fallacara, Micaela Colella
Giuseppe Fallacara è architetto e dottore di Ricerca. È Professore Associato in Progettazione Architettonica presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura del Politecnico di Bari, dove dirige il New Fundamentals Research Group. Coordinatore del “CESAR”, Corso di Alta Formazione Applicata in Architettura e Restauro della Scuola di Specializzazione del Politecnico di Bari. Esperto di Stereotomia e architettura in pietra, espone dal 2005 al Marmomac nel settore Università e Ricerca. È visiting professor presso il NYIT (New York Institute of Technology) e il MISIS (National University of Science et Technology) di Mosca.
Micaela Colella è architetto e dottorando presso il Consorzio Argonauti (Università degli Studi Roma Tre e Politecnico di Bari). La sua ricerca si focalizza sulla casa sostenibile in area mediterranea, aggiornata ai nuovi principi dell’Industria 4.0. È professore a contratto presso la Scuola di Specializzazione del Politecnico di Bari e co-fondatrice del ‘‘New Fundamentals Research Group’’, di cui è responsabile editoriale. Espone al Salone del Mobile di Milano nel 2014 e nel 2016.

OASI
Design:
Odo Fioravanti
Company: Grassi Pietre
Material: Pietra di Vicenza – Grigio Alpi

Oasi è un sistema di tavoli di dimensioni diverse basato su elementi strutturali realizzati in pietra vicentina che, con un incastro simile ai giochi di costruzione per bambini, supportano un piano traforato in lamiera metallica.
I supporti in pietra vicentina riportano sulla loro superficie superiore alcuni elementi cilindrici, una sorta di “bolli”, che si incastrano perfettamente nelle forature della lamiera. La pietra così affiora e si palesa, attraversando delicatamente il piano in acciaio.
Si ricavano così delle aree al centro dei tavoli, su cui è possibile posizionare i centrotavola o che possono essere usati come naturali sottopentola in cui la pietra protegge il piano metallico stesso.

Pietra di Vicenza – Grigio Alpi
Viene denominato Pietra di Vicenza un calcare tenero costituito da frammenti fossili legati con pasta cementante di natura calcarea. Di colore d’insieme bianco e paglierino è caratterizzato da minute punteggiature ocracee di limonite e goethite, e si trova nelle varietà bianca, gialla e grigia, in questo caso prende il nome di Grigio Alpi.
Coltivata nei Colli Berici presso Vicenza, a seconda delle località in cui viene cavata prende nome diversi come San Gottardo, Costozza, Zovecedo. Appena estratta è molto tenera e tende con il tempo a indurirsi progressivamente. La facilità di taglio e lavorazione l’ha resa nei secoli una delle più pregiate e usate pietre ornamentali per l’architettura e la scultura in tutto il Veneto e nelle regioni limitrofe.
Già usata in epoca romana è stata spesso privilegiata da Palladio e da i più illustri architetti veneti nelle ville e palazzi di quella regione fino al Novecento.

Odo Fioravanti
Odo Fioravanti si occupa dal 1998 di industrial design, sperimentando anche la grafica e l’exhibition design. I suoi progetti hanno ricevuto premi prestigiosi a livello internazionale. È stato lecturer presso numerose scuole e università internazionali come il Politecnico di Milano, la Domus Academy, l’HEAD Genève. I suoi lavori hanno fatto parte di diverse esposizioni internazionali, culminate nel 2010 con una mostra personale dal titolo “Industrious Design” presso il Design Museum della Triennale di Milano. Nel 2011 ha vinto il Premio Compasso d’Oro ADI con la sedia Frida di Pedrali. Svolge l’attività di pubblicista per riviste del settore design. Tra i suoi clienti COOP, Flou, Fontana Arte, Foscarini, Land Rover, Normann Copenhagen, Palomar, Pedrali, Toshiba, Vibram.

FENCE
Design:
Ludovica + Roberto Palomba
Company: Margraf
Material: Fior di Pesco Carnico®

Un’architettura nell’architettura, come un recinto sacro che delimita lo spazio creando intimità negli ambienti.

Fior di Pesco Carnico®
Marmo brecciato a struttura saccaroide con pigmentazione ematico – manganesifera, fa parte dei marmi del Timau, situati nella provincia di Udine. Estratto dagli inizi degli anni ’20 nell’unica cava esistente denominata Pierabech, a Forni Avoltri, il Fior di Pesco Carnico è un marmo esclusivo Margraf, con tonalità che variano dal grigio al rosa, al bianco e con delle venature di colore avorio e grana grossolana.
Utilizzato prevalentemente nei pavimenti e rivestimenti per interni ed esterni, è uno dei litotipi protagonisti nell’architettura italiana del Novecento in numerosi spazi pubblici come banche, stazioni, cinema, teatri. Il Fior di Pesco Carnico comincia ad assumere un rilievo internazionale verso gli anni ’80 per il suo impiego in importanti edifici tra i quali il Winter Garden e il World Financial Center a New York, il Coca Cola Building ad Atlanta, il Canary Wharf Main Tower a Londra.

Ludovica+Roberto Palomba
Ludovica+Roberto Palomba, architetti, vivono e lavorano a Milano. Fondano nel 1994 Palomba Serafini Associati.
Hanno ricevuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali come il Compasso D’Oro, l’Elle Decoration International Design Award, il Red Dot, il Design Plus, il Good Design Award, il German Design Award.
Progettano architetture ed esposizioni in tutto il mondo; collaborano e sono art director per alcuni dei marchi più affermati.
Brand Credits: Antolini, Benetti, Bisazza, Boffi, Brix, Cappellini, Dornbracht, Driade, Elica, Elmar, Exteta, Fiam, Flaminia, Foscarini, Kartell, KitchenAid, Kos, Laufen, Lema, Plank, Poltrona Frau, Rapsel, Redaelli, Salviati, Sawaya & Moroni, Samsung, Schiffini, Tubes, Valli&Valli, Viccarbe, When Objects Work, Zanotta, Zucchetti.

EVER GROWTH
Design:
Federico Rossi
Companies: QD Robotics + Marble Studio Stagetti
Material: Marmo Bianco di Carrara

Partendo dai processi metamorfici e metafisici avvenuti durante la formazione delle rocce, Ever Growth è un progetto che vuole esplorare in forma digitale, attraverso complessi algoritmi matematici l’evoluzione del Marmo di Carrara. Un’astrazione geometrica che va ad intaccare il materiale, facendo emergere trame e pattern inusuali rendendo il materiale ancora più unico, rivelando la sua vera natura di roccia in continua evoluzione. Un semplice tavolo, formato da lastra di materiale sospeso da terra su due appoggi, ottenuto tramite un processo digitale utilizzando una cella di fresatura robotica.

Marmo di Carrara
E’ uno dei litotipi internazionalmente più conosciuti e si coltiva nelle Alpi Apuane in cave di diverse tipologie, in sotterraneo, culminali, di versante, a fossa e pozzo, distribuite principalmente nei bacini di Fantiscritti, Canalgrande, Torano, Colonnata. Il marmo, di formazione Hettangiana, si presenta a fondo bianco unito, con struttura saccaroide uniforme e grana medio grossa, senza macchie, con poche venature riempite da pirite microcristallina. E’ un materiale non gelivo con buona resistenza alla compressione e alla flessione, adatto alla realizzazione di elementi portanti come colonne, architravi, basamenti, gradinate e pavimentazioni. A partire dall’epoca romana il Marmo Bianco di Carrara ha avuto un impiego sempre più diffuso in architettura con particolare rilievo nel Rinascimento dove l’opera di Michelangelo ha sancito il primato di questo materiale anche nella scultura. Rilevante il suo impiego in numerose opere architettoniche e scultoree moderne e contemporanee.

Federico Rossi
Nato a Rimini nel 1978. Federico Rossi studia architettura presso l’Architectural Association di Londra. Dopo aver lavorato per Nigel Coates e Zaha Hadid fonda Frform.com dove continua a sviluppare il suo interesse tra design e digital manufacturing. Nel 2010 inizia la sua attività accademica come professore presso la London South Bank University dove fonda e dirige il DARLAB. Nel 2013 partecipa al Salone del Mobile per Federlegno Arredo con il progetto Vaulted Table che sarà poi esposto all’IFCC di NYC e pubblicato su Wired Magazine. Dal 2015 inizia la sua collaborazione con il visual artist Quayola sviluppando Sculpture Factory e nel 2016 espone alla Royal Academy.

SEA BATH
Design:
Roberto Semprini
Companies: Ramella Graniti + Gruppo Tosco Marmi
Material: Palissandro Classico, Palissandro Blu Nuvolato

Sea Bath è un progetto di sperimentazione materica e di ricerca estetica volto alla realizzazione e produzione di oggetti d’arredo. Sea Bath è un’installazione che evoca uno scorcio di ambiente bagno dove gli oggetti hanno una simbologia di derivazione marina.
Una consolle minimale in Palissandro Classico è venata da onde in resina grigio chiaro che racchiudono inserti in Palissandro Blu Nuvolato.
Al centro della consolle campeggia un grande lavabo spiraloide in Palissandro Classico che riecheggia la forma di conchiglia. Ai lati due scaldasalviette circolari a forma di goccia, sempre in Palissandro Classico, incorniciano la scena.

Palissandro
Dolomia ricristallizzata a grana saccaroide quasi esclusivamente costituita da dolomite. Caratterizzato da una compattezza elevata, tessitura massiccia e grana media, i quali determinano grande resistenza ad usura ed agenti atmosferici e una lucentezza unica nel suo genere. Di colori che vanno dal bianco al blu cobalto passando per il beige/marrone ed il grigio. Coltivata nella parte nord piemontese delle Alpi Lepontine è un materiale ricco di storia. Numerosi sono gli edifici storici dove è stato utilizzato, tra gli altri il Duomo di Pavia e l’Arco della Pace di Milano. Oggi il Marmo Palissandro è materiale esclusivo per designer e progettisti essendo coltivato nell’unica cava presente al mondo, eleganza dovuta ai naturali riflessi dorati e versatilità per l’ampia gamma di colori e venature disponibili.

Roberto Semprini
Nato a Rimini nel 1959, Roberto Semprini studia architettura a Firenze. Nel 1987 aderisce al movimento Bolidista, che esprime il design in chiave simbolica. A Milano collabora come giornalista free-lance per alcune riviste di design. Nel 1989 progetta il divano “Tatlin” di Edra che ottiene il prestigioso premio TOP TEN a Dusseldorf. Nel 1994 il tavolino “Manta” per Fiam è tra i vincitori del premio Young & Design. I suoi prodotti fanno parte della collezione permanente del Montreal Museum of Decorative Arts in Canada e del New Museum of Design di Londra. Nel 2000 a Rimini inaugura “RM 12 art & design”, Galleria d’arte e Studio. Realizza scenografie di grande impatto e collabora da anni con prestigiose aziende di design. Tiene seminari in diverse Università nazionali ed internazionali. Docente di ruolo all’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano) e docente incaricato per Chiara Fama del corso di Outdoor Design al Politecnico di Milano.

SLIM STONE
Design:
Pio & Tito Toso
Companies: Marmi Remuzzi Bergamo + Cave Gamba
Material: Marmo Arabescato Orobico

La collezione Slim Stone nasce dalla materia, nasce dalla pietra e dall’innovativo procedimento di fabbricazione delle lastre in marmo di Remuzzi Marmi: il Bislapis (dal latino Bis: doppia e Lapis: pietra, letteralmente doppia pietra).
Questa nuova tecnologia permette di unire pietre naturali di limitata resistenza, anche con caratteristiche fisico meccaniche e cromatiche diverse, riducendo lo spessore della doppia lastra. Ottenendo un materiale composito più resistente e con un peso sensibilmente ridotto rispetto a quelli normalmente in uso. Per la mostra Territorio & Design abbiamo cercato il senso di leggerezza e di eleganza che la tecnologia del Bislapis permette di esprimere utilizzando il marmo arabescato orobico, il quale è caratterizzato da una grande varietà di tonalità e di disegno delle venature.

Marmo Arabescato Orobico
L’Arabescato Orobico si estrae in Valle Brembana in provincia di Bergamo da rocce triassiche (circa 225 milioni di anni) appartenenti alla Formazione del Calcare Rosso. Si tratta di una roccia venata laminata, con colorazioni molto particolari dovute prevalentemente alla presenza di ossidi e idrossidi di ferro, dolomite e ceneri vulcaniche. Le peculiarità inimitabili dell’Arabescato Orobico sono i colori ed i disegni naturali unici al mondo, originati in ambienti tropicali simili a quelli delle attuali isole Bahamas. Oggi è coltivato in quattro principali varietà: Rosso, Rosato, Grigio Rosa, Grigio. Anche in passato, a partire dal XVII secolo, la preziosità del disegno e l’ottima lucidabilità hanno fatto dell’Arabescato Orobico un materiale richiesto all’interno di palazzi nobiliari, utilizzato per impreziosire balaustre, pavimenti e colonne. Lo troviamo all’interno della Basilica di San Pietro in Roma ed alla base della Pietà di Michelangelo.

Pio & Tito Toso
Fratelli, nascono a Venezia nel 1973 e nel 1971. A Venezia si laureano in architettura nel 1998. Nel 1996 aprono lo studio di progettazione Pio&Tito Toso. Lavorano nel campo dell’architettura realizzando numerosi progetti sul territorio nazionale ed internazionale e partecipano a vari concorsi. Collaborano, inoltre, nel campo dell’arredamento e del design, lavorando con le ditte più qualificate, tra le quali: Artemide, Foscarini, Leucos, Venini, Vistosi per l’illuminazione e Alessi, Colombo design, Guzzini, Metalco, Segis, Rossi di Albizzate, Frighetto, Fly Line, per l’arredo. Progettano stand, esposizioni, negozi, uffici e magazzini per diverse ditte, curandone l’immagine e la grafica.
Fra i riconoscimenti: Red Dot Design Award 2017, Design Plus 2016, Selezione al Compasso d’Oro Internazionale 2015, Red Dot Design Award 2015, Red Dot Design Award 2012, Good Design Award 2009, selezione I. Dot 2006-2007, Young & design 2005. Hanno partecipato a mostre in Europa e Stati Uniti.

DRAP
Design:
Paolo Ulian
Company: Silvestri Marmi
Material: Zebrino

Il taglio water jet quando si trova ad operare su alti spessori di marmo tende a perdere la sua precisione nella parte finale del taglio producendo delle increspature irregolari. Queste, solitamente ritenute un difetto, vengono qui sottolineate e fatte emergere per trasformarle in una qualità estetica. Una sorta di drappeggio che quasi spontaneamente assume l’aspetto di una tovaglia.
L’anello/tovaglia è realizzato tagliando a water jet e in modo concentrico un blocco di marmo di spessore 20/25 cm. In questo modo si possono ottenere anelli di diverse misure dallo stesso blocco limitando al massimo lo spreco di materiale.

Zebrino
É un marmo estratto in alcune zone delle Alpi Apuane e presenta diversi nomi come Cipollino Carrarese, Cipollino Zebrino, Zebrino Apuano. Il materiale è a grana fine, compatto e non poroso. Ha una struttura stratificata, con fondo biancastro, avorio, talora leggermente rosato ed é caratterizzato da interstrati filladici ricchi di quarzo, pirite e dolomite di colore scuro, dal grigio-verde al rosato chiaro.
I livelli marmorei sono amalgamati a formare corpi omogenei di discrete dimensioni, quasi privi di impurità e molto somiglianti al tipo statuario, denominati Cremo e Cremo Delicato.
Il suo disegno striato si presta particolarmente per la realizzazione di lastre da rivestimenti da interno e da esterno e per creare textures sempre diverse combinabili tra loro in modo libero. É un ottimo materiale per tutti gli utilizzi, come la realizzazione di sculture, pezzi d’arredo, oggettistica, top bagno, lavabi ecc.

Paolo Ulian
Si forma all’Accademia di Belle Arti di Carrara e successivamente si diploma all’ Isia di Firenze. Alla fine del 1990 lavora nello studio di Enzo Mari a Milano dove collabora fino al 1992. Si dedica alla sperimentazione e partecipa a numerose mostre collettive in Italia e all’estero. Nel 2000 espone al Salone Satellite dove vince il primo premio del Design Report Award. Nel 2009, Beppe Finessi cura la sua prima mostra personale alla Fabbrica del Vapore a Milano. Nel gennaio 2010 viene ospitata alla Triennale di Milano la sua seconda personale curata da Enzo Mari. Nel 2011 vince il 1° Social design Prize promosso dall’ADI e nel 2013 partecipa alla VI edizione del Triennale Design Museum con un’ istallazione dedicata a Vico Magistretti. Parallelamente al suo lavoro di designer svolge attività didattica presso alcuni atenei e scuole di design. Alcuni suoi progetti sono entrati nella collezione permanente del Triennale Design Museum, del London Design Museum e del Montreal Museum of Fine Art.

DESIGNER / COMPANY
Blumerandfriends, Matteo Borghi / Helios Automazioni
Giorgio Canale / Cereser Marmi
Lorenzo Damiani / Odone Angelo + Travertino Toscano
Giuseppe Fallacara, Micaela Colella / Bianco Cave
Odo Fioravanti / Grassi Pietre
Ludovica + Roberto Palomba / Margraf
Federico Rossi / QD Robotics + Marble Studio Stagetti
Roberto Semprini / Ramella Graniti + Gruppo Tosco Marmi
Pio & Tito Toso / Marmi Remuzzi Bergamo + Cave Gamba
Paolo Ulian / Silvestri Marmi

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CURATED BY
Vincenzo Pavan
Studioso dei linguaggi dei materiali costruttivi, Vincenzo Pavan si è laureato presso la Facoltà di Architettura di Venezia nel 1968.
Sul tema dei linguaggi dei materiali lapidei ha organizzato convegni, seminari di architettura, premi, concorsi, lectio magistralis. A partire dal 1979 inizia una attività di ideazione e organizzazione di mostre e convegni di architettura per musei e istituzioni pubbliche.
Dal 1985 collabora con Veronafiere come promotore e coordinatore di eventi miranti alla rifondazione della cultura della pietra nell’architettura e nel design e alla promozione delle aziende del settore marmifero.
Ha svolto attività didattica in varie Università all’estero: New Jersey Institute of Technology, Université de Montreal, Yeung-jin College di Tegu Corea, Texas Tech University di Lubbok. Insegna presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara.

Raffaello Galiotto
Dopo gli studi in Belle Arti a Venezia fonda il proprio studio di design nel 1993 a Chiampo, Vicenza, Italia.
All’attività di progettazione di prodotto, soprattutto nel settore dell’arredo, unisce l’interesse per la ricerca, i materiali, i processi produttivi e la tecnologia.
Nel settore del marmo progetta numerosi prodotti e collezioni con importanti aziende del comparto, indagando sulle caratteristiche della pietra, come la superficie, la gravità, la traslucenza, il colore, l’impiego della tecnologia digitale e la riduzione dello scarto.
Ha realizzato mostre e convegni sul design, facendo parte del direttivo ADI Veneto e Trentino Alto Adige. I suoi progetti sono stati pubblicati su libri e riviste ed esposti in eventi internazionali. Dal 2014 è curatore del padiglione sperimentale di Marmomac Verona. E’ docente di design all’Università di Ferrara.

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