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30 Novembre 2007

Appunti di viaggio

Libia – Great Sand Sea

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Le dune del Great Sand Sea (Libia)

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Figlio di Ciro il grande, Cambise II re achemide dell’Impero persiano fu nominato reggente nel 529 a.C. fino alla sua morte, avvenuta nel 522.
Divenuto re di Persia alla morte del padre, egli portò avanti l’impegno paterno di ingrandire e consolidare l’impero anche a costo di passare per re terribile e violento. Partito per l’Egitto nel tentativo di conquistarlo, nel 524 a.C. egli perse però la sua favolosa armata di 50000 uomini sotto il soffio velenoso del deserto del Gran Mare di Sabbia in Libia, in una gigantesca tempesta di sabbia scatenata dal Khamsin, il vento del Sud che – Khamsin in arabo vuol dire 50 – per 50 giorni nel periodo tra marzo ed aprile soffiò su quei 50000 uomini che mai più rese al mondo, spariti nel nulla con salmerie e carraggi.

Ad onor del vero il Gran Mare di Sabbia, quella enorme distesa divisa tra Egitto e Libia è molto poco conosciuta. Essa infatti incute un reverenziale timore: pochi i turisti che vi si addentrano, e molto poche le guide che, pur residenti nelle aree limitrofe del deserto sapranno accompagnarvi all’interno del Great Sand Sea, specialmente se si intende prendere il percorso verso oriente, l’Egitto, prima di discendere a Sud per raggiungere Al Awaynmat. Ed in effetti il Gran Mare di Sabbia vive ermeticamente la sua unicità: dune bianco – gialline di un colore quasi irriverente. E non molto alte, a dire il vero, solitamente al di sotto dei centinaio di metri. Larghe. Cordoni tra loro ben distanziati costituiti da una sabbia grossolana composta da minuscole sferette di minerali giallini…abbacinanti….simpatici…Specialmente quando ti scricchiolano sotto i piedi. Sì a dire il vero il Gran Mare di Sabbia ha un aspetto allegro, quasi chiacchierone…
Ma allora che cosa è questa oscura fama che l’avvolge? Questo sottile disagio che avverti epidermicamente quando ne parli con i locali? Non è un deserto di cui si parla spesso e senza ombra di dubbio non se ne parla mai a voce alta, ma quasi con bisbigli da società carbonara…

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L’esaltante discesa delle dune in fuoristrada e moto

E’ sicuramente un posto unico al mondo, che ti fa chiaramente capire che fino a che gli andrà ti sarà amico, ma poi……
……ti lascerà stendere tranquillo sulla sua sabbia per giorni e giorni e poi, senza preavviso, ti farà incontrare l’Hancabuta, un ragno tanto carino ed esile a righe bianche e nere, ma che non ha alcuna intenzione di mostrarsi timoroso e pavido e, a quanto pare, è invece molto aggressivo e tiene a distanza di sicurezza solo con la sua presenza, le guide che ti accompagnano nel viaggio per il trasporto di benzina e acqua.
……ti farà sentire bene e a tuo agio, come se fossi a casa, per centinaia di chilometri, salvo poi lasciarti improvvisamente spossato e dolorante per la disidratazione che senza preavviso arriva a metterti KO….
E allora capisci che la scomparsa dell’armata di Cambise non è una cosa così peregrina e strana. E ti ritrovi ad augurarti che non succeda nulla alle macchine o alle moto perchè sicuramente, a piedi, non arriveresti ai due giorni di sopravvivenza, e speri che tutto rimanga perfettamente sotto controllo perchè mentre in altri posti del mondo sarebbe l’evento eccezionale a crearti dei problemi, capisci che lì anche la sopravvivenza nella semplice quotidianità è in realtà pesante e di difficile gestione. Ed improvvisamente capisci anche perchè chi vive a Zillah o ad Al Khufrah, quando dici che vieni dal Gran Mare di Sabbia, sì proprio dal centro del Gran Mare di Sabbia, ti guarda un po’ così, come se ti vedesse, come dire ?, un po’ strano….

di Anna Maria Ferrari
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