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Mino Trafeli

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Mino Trafeli nasce a Volterra nel 1922. Sin dall’infanzia nella bottega di alabastraio del padre lo scultore apprende le tecniche di lavorazione della pietra. Adolescente si trasferisce a Firenze dove prosegue la sua formazione artistica frequentando la sezione Magistero dell’Istituto d’Arte: Alessandro Parrochi è suo professore di letteratura italiana e nel capoluogo toscano egli studia le opere di De Chirico, Soffici, Conti, Rosai. Dopo aver partecipato attivamente alla Resistenza, continua la sua militanza politica, dapprima nel Partito d’Azione, poi nel Partito Socialista Italiano dove comunque mantiene una posizione autonoma d’impronta libertaria.
Pur mantenendo vivi i contatti e i legami con la sua città d’origine, Trafeli è presente e attivo nei centri più significativi della cultura e dell’arte italiana del dopoguerra: a Milano si lega alla Galleria delle Ore di Fumagalli dove si ripetono sue mostre per tutti li anni ’50 e ’60 del Novecento; a Roma è alla Galleria Schneider nel 1973; a Torino alla Galleria Antidogma nel 1974 con la personale intitolata “Con impossibilità”; partecipa inoltre più volte alla Biennale d’Arte di Venezia, alla Biennale di Scultura di Carrara, alla Quadriennale d’Arte di Roma.
Nel 1973, nella sua città, organizza con Enrico Crispolti la manifestazione “Volterra 73”, esperienza inedita di incontro tra creatività artistica e spazio urbano, e sullo scorcio degli anni ’70 è protagonista di un forte impegno politico e sociale dapprima come interlocutore critico e provocatore intellettuale della contestazione giovanile, poi come promotore di progetti in favore della Legge Basaglia sulla riforma degli ospedali psichiatrici.
A partire dagli anni ’80 si dedica anche al teatro creando “sculture agibili” con l’intento di coinvolgere direttamente il pubblico nella sua opera. Parallelamente a questa ricerca inizia a sperimentare l’uso del video in narrazioni in cui l’immagine gioca con musiche originali create dall’artista riarrangiando e deformando radicalmente la struttura di opere note.
Nel 2006 Mino Trafeli è stato protagonista di “Cantiere Trafeli”, un laboratorio di pratiche della scultura attuale promosso dalla Regione Toscana – TRAART rete regionale per l’arte contemporanea, dalla Provincia di Pisa, dai Comuni di Pontedera, Ponsacco e Lajatico e dalla Fondazione Piaggio. Tale esperienza ha coinvolto in un lavoro comune di confronto tra linguaggi, saperi e creazioni l’artista stesso, un gruppo di allievi provenienti dalle Accademie e dalle Università e il territorio della Valdera con la sua popolazione.
Le riprese del videoreportage qui pubblicato, realizzate nell’ambito del progetto Pietre di Toscana, sono state effettuate nel mese di dicembre 2006, nello studio del Maestro all’interno dell’ex-ospedale psichiatrico di Volterra.

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di Davide Turrini

Approfondimenti bibliografici:
– Francesco Russoli, Trafeli, Milano, Galleria delle Ore, 1964;
– Enrico Crispolti, Mino Trafeli: sculture 1968-1973, Roma, Carucci, 1973;
– Marco Tonelli, Mino Trafeli. Ambiguità del tempo, Livorno, Le Sillabe, 2000;
– Marco Tonelli (a cura di), Mino Trafeli. Squilibri, Firenze, Regione Toscana-TRAART Poetiche, 2006.

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