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Giorgio Bianchini a capo di IMM e Carrarafiere*
Le mie idee

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Stefano De Franceschi: Presidente, carenze del passato hanno determinato una progressiva perdita di interesse nei confronti della fiera. La dirigenza in tempi recenti ha compiuto grandi sforzi per ridare all’evento un nuovo impulso, ma di strada ancora ce n’è ancora da fare. Di recente è stato deciso di fare un passo storico, ovvero procedere alla biennalizzazione della fiera.

Giorgio Bianchini: “Più che di carenze penso che si debba parlare di cambiamenti importanti avvenuti sui mercati mondiali ed anche nel panorama fieristico internazionale che hanno fatto sì che un evento che si svolge da ben 28 anni abbia bisogno di una revisione profonda.
Il proliferare di manifestazioni nel mondo nell’ultimo decennio ha drenato visitatori ed espositori. Oggi noi siamo collocati, a livello di calendario fieristico, in situazione di debolezza rispetto ad altri eventi internazionali di settore. Il grande lavoro svolto da IMM e dagli amministratori che mi hanno preceduto, sia in termini organizzativi che strutturali, si è dimostrato purtroppo insufficiente per il rilancio della manifestazione. Per queste ragioni abbiamo lavorato di concerto con le aziende del Distretto lapideo Apuo-Versiliese e ci siamo confrontati sulle possibili strategie future. Da questo confronto è scaturita la decisione di biennalizzare l’evento Marmotec, una decisione molto sofferta ma che tutti dobbiamo vivere in senso positivo. Riteniamo infatti che, concentrando gli sforzi sull’evento biennale, rivedendo alcune impostazioni di fondi, unendo le forze con il territorio e le istituzioni sia locali che regionali, si possa dar vita ad una fiera che, nel periodo di svolgimento, concentri su Carrara l’attenzione del settore lapideo e dei macchinari a livello internazionale.

SDF: Altre iniziative suggerite sono il “Club degli espositori” (ovvero il caso in cui è IMM che acquista lo spazio in una altra fiera, ridistribuendolo poi alle aziende del comprensorio che partecipano), ed un accordo strategico con la Fiera di Milano. Cosa ne pensa?
G.B: La domanda pone problemi che sono alla nostra attenzione, come appena detto. Anzi mi preme evidenziare come rispetto al problema delle alleanze con altri poli fieristici italiani abbiamo agito in questo senso, ove possibile, anche negli anni passati, non solo per il settore lapideo ma in generale come strategia complessiva per lo sviluppo del sistema della nostra fiera. La presenza di CarraraFiere all’interno degli organi di direzione dell’Associazione Enti Fieristici Italiani va proprio in questa direzione. Rispetto a quello che voi chiamate “Club degli espositori” suppongo che vi riferiate in sostanza al ruolo operativo e propositivo che potrebbe svolgere CarraraFiere nell’accomunare in un’area espositiva unica il Sistema Toscano del settore lapideo in occasione di eventi fieristici all’estero. E’ una proposta interessante che va analizzata anche in relazione al rapporto che abbiamo con la Regione Toscana e Toscana Promozione. Certamente la biennalizzazione apre possibilità di collaborazione con la Fiera di Norimberga che si svolgerà nell’anno in cui non si svolgerà Marmotec. Abbiamo gi preso contatto con i responsabili di Norimberga e a brevissimo ci incontreremo per analizzare le possibilità di collaborazione. Ci ha fatto molto piacere anche il nuovo approccio collaborativo che abbiamo percepito, e che è stato anche espresso in un’intervista, da parte del Presidente e del Direttore Generale della Fiera di Verona. Anche con loro cercheremo punti di contatto che possano far crescere entrambe le manifestazioni del lapideo e che potrebbero anche allargarsi ad altre fiere di settori diversi. Per quanto riguarda la Fiera di Milano in specifico, penso che le dimensioni e le problematiche di quell’ente siano tali da rendere piuttosto difficile una collaborazione. Vedremo magari più in là nel tempo.

SDF: Internet, foto digitale e tv hanno rivoluzionato il sistema commercio. Che significato ha l’evento “fiera” inteso come esposizione.
G.B: Nel recente passato sono stato frequentatore assiduo di fiere, come imprenditore, espositore, visitatore specialistico e semplice curioso. L’esperienza diretta mi ha sempre confortato sul fatto che da una fiera, sempre che si parli di eventi di livello accettabile, si porta sempre a casa qualche spunto interessante e, a volte, contatti estremamente importanti. Le nuove tecnologie aiutano a ridurre i tempi e a volte anche gli spazi, ma non potranno mai sostituire la percezione diretta degli eventi, delle persone e delle cose. Per questa ragione non ritengo che il prodotto ‘fiera’ sia alla fine del proprio ciclo di vita, tutt’altro. E’ chiaro però che anche questo prodotto deve fare i conti con la concorrenza e con i cambiamenti avvenuti nel commercio mondiale e quindi deve sempre rinnovarsi e stare al passo coi tempi.

SDF: Due mesi di lavoro alla Presidenza bastano per individuare le difficoltà da superare e gli aspetti positivi da coltivare e sviluppare. Quali gli uni e quali gli altri.
G.B: Credo sia necessario più tempo per avere un quadro completo. Stiamo parlando di un Gruppo (Internazionale Marmo Macchine, Carrara Fiere e Carrara Congressi) che agisce in un mercato, quello delle fiere, che ha caratteristiche quantomeno speciali. L’attività di promozione del settore lapideo svolta da IMM è anch’essa particolare per sua natura, per non parlare della congressistica. A tutto questo aggiungiamo che gli azionisti principali sono la Regione Toscana, le Province di Massa Carrara e Lucca, i Comuni di Carrara e Massa, e la Cassa di Risparmio di Carrara. Gli argomenti sul tavolo, anche scottanti, sono diversi e per alcuni dobbiamo fornire risposte rapide. La struttura aziendale è di livello elevato e questo mi dà molta fiducia per il lavoro da svolgere, mentre il centro fieristico, per le sue dimensioni e la sua qualità, è un punto di forza che dobbiamo utilizzare al meglio. In sintesi posso dire che vi sono molte difficoltà e molti argomenti caldi nel breve periodo ma guardo al futuro con ottimismo.

SDF: La sua tesi alla Bocconi era sull’internazionalizzazione. Se ne fa un gran parlare, ma le aziende hanno le idee confuse sul vero significato, specialmente le piccole.
G.B: La mia tesi risale a 22 anni fa. Il tema dello sviluppo internazionale era già focale allora ed oggi è diventato una necessità assoluta. E’ più facile attaccare nuovi mercati anche lontani ma certamente vi sono dimensioni di impresa per cui questa attività risulta, nonostante internet e voli low cost, estremamente costosa. Purtroppo vi sono settori industriali dove una dimensione minima è una condizione necessaria e sufficiente per poter stare
nel mercato. I processi di aggregazione di cui tanto si parla sono a volte l’unico modo per poter competere con concorrenti, spesso esteri, più grandi e più strutturati di noi. In Italia abbiamo un approccio molto individualistico all’azienda che a lungo termine ci renderà subalterni a molti altri paesi se non prendiamo rapide contromisure e soprattutto se non cambiamo questo atteggiamento di fondo.

SDF: Ha lavorato anche nella moda. Quali insegnamenti le ha trasmesso questo mondo tutto particolare, ma che è una delle massime espressioni del “Made in Italy”?
G.B: Gli insegnamenti che rimangono molto radicati dalle mie esperienze con Valentino e con Ferragamo sono innanzitutto l’importanza del ‘brand’, il marchio. Le aziende del lusso (non solo della moda) investono cifre da capogiro per nutrire il mito del marchio e, nel lungo termine, questo investimento si rivela sempre il più corretto. Il marketing sul prodotto è importantissimo, ma viene dopo il ‘brand’ che non deve essere solo apparenza, ma tanta sostanza. L’azienda è tutta tesa all’esaltazione del marchio ancora prima che del prodotto. Si arriva a situazioni dove chi lavora in azienda si sente parte del marchio e lo fa suo anche come comportamenti all’esterno. Altro aspetto che mi è sembrato essenziale è l’attenzione ai dettagli in tutte le attività aziendali, la ricerca della perfezione ed il gusto infinito per il bello che certi creativi hanno innato. Da ultimo un grande insegnamento è stata le gestione dei rapporti con azionisti non facili, coi quali aspetti tecnici e aspetti di relazione interpersonale si equivalevano in importanza.

SDF: Dal 1987 al 1990 è stato a Los Angeles per realizzare studi di mercato e della concorrenza ed e strategie competitive per produttori italiani negli USA. Che caratteristiche ha oggi il mercato USA che resta nel bene o nel male quello di riferimento per le economie mondiali?
G.B: Ho frequentato di recente il mercato americano e ne ho tratto la sensazione di un mercato sempre molto interessante e aperto. Rimane però ancora un mercato difficile, con alti e bassi imprevedibili e controparti non certo facili da trattare. Torniamo al concetto già espresso di dimensione minima: per trarre il massimo vantaggio da un mercato come quello avere le ‘spalle larghe’ è certamente un vantaggio non indifferente.


Giorgio Bianchini, nasce nel 1962 a Carrara; è sposato con due figli. Si laurea nel 1985 in Economia e Finanza Aziendale alla Bocconi di Milano con una tesi sulle strategie d’internazionalizzazione. Dal 2005 è socio e amministratore delle società del Gruppo Benetti (Benetti Impianti, Benetti Macchine, Bendiam e Bencore).
Fra i principali incarichi ricoperti: Direttore finanziario del gruppo Nautors’ Swan Firenze (Gruppo Ferragamo) che produce e vende barche a vela di lusso, Direttore finanziario di Astaldi Spa, impresa di costruzioni di Roma, Direttore finanza e controllo di Valentino Spa, Roma, Consulente di direzione aziendale Gruppo CAST, Consulenza di direzione. Nel 1987-98 è stato consulente presso l’ufficio CAST di Los Angeles per la realizzazione di studi di mercato, concorrenza ed elaborazione di strategie competitive per produttori italiani negli Stati Uniti, e Co-ordinator of international operations alla Perfect Data Corporation di Los Angeles, azienda specializzata in accessori per computer.
È stato eletto nel luglio 2007 Presidente dell’Internazionale Marmi e Macchine Carrara Spa e successivamente Presidente di CarraraFiere la società totalmente controllata da IMM che gestisce il complesso fieristico e le manifestazioni.
L’assemblea dei soci IMM ha nominato il CDA che, per i prossimi tre anni, sarà composto da Giorgio Bianchini e Aldo Canali in rappresentanza del Comune di Carrara, da Patrizia Vianello e Giorgio Carletti (nominati dalla Regione Toscana), da Giancarlo Bernieri (in rappresentanza della Provincia di Ms Carrara) da Loris Barsi (CCIAA Lucca) e da Andrea Valsega nominato dalla CR di Carrara come principale socio privato della società. Il numero dei consiglieri passa da ventitrè a sette, con una larga presenza di imprenditori. Su proposta del sindaco di Carrara, Angelo Zubbani, l’assemblea ha nominato anche Loris Barsi come vice presidente. Forte riduzione per i compensi degli amministratori che passano, per il presidente da 32.000 a 12.000 euro annui (lordi). Non previsti compensi per la vicepresidenza vice presidente. Gettone presenza dei consiglieri da 130 a 100 euro a seduta.

* L’intervista è stata pubblicata su Versilia Produce Ottobre 2007. Si ringrazia Cosmave e Stefano De Franceschi, autore dell’intervista, per la disponibilità alla rieditazione

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