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30 luglio 2010

News

Antiche tecnologie per una nuova architettura

N:EA Napoli:Europa Africa è un’associazione senza scopo di lucro (Onlus) che agisce e lavora nel settore della cooperazione internazionale e dello sviluppo umano, riconosciuta dal 2002 come Organizzazione Non Governativa (ONG) dal Ministero degli Affari Esteri e dall’Unione Europea.
La N:EA nasce a Napoli nel 1987 dalla lunga esperienza di lavoro in Africa dell’architetto Fabrizio Caròla (vincitore nel 1995 dell’Aga Khan Award for Architecture) per contribuire all’incremento di un nuovo dialogo fra l’Europa e l’Africa basato su uno scambievole riconoscimento dei rispettivi valori e qualità.
La N:EA supera le dicotomie di pensiero tra protettore e assistito, tra superiore e inferiore a favore di una concezione paritaria in cui le diverse culture ed esperienze possano scambiarsi e arricchirsi liberamente della loro particolarità e analogie, per dare vita insieme ad una nuova civiltà.
La città di Napoli diviene l’interprete ideale e il punto di riferimento privilegiato di questo processo ritrovando così, allo stesso tempo, il ruolo di centro internazionale di cultura che ha avuto nel passato.

La N:EA organizza cantieri di formazione intitolati “ANTICHE TECNOLOGIE PER UNA NUOVA ARCHITETTURA” e diretti dall’Architetto Fabrizio Caròla.

Due le sedi e le date dei Cantieri di formazione che avranno per oggetto la costruzione di archi, volte e cupole
da lunedì 6 a mercoledì 15 settembre 2010 nel villaggio sperimentale situato in San Potito Sannitico a 3 Km da Piedimonte Matese (CE)
dal 15 Novembre 2010 al 15 febbraio 2011 nei cantieri della N:EA in MALI (Africa Occidentale)

La N:EA invita architetti, ingegneri, geometri (studenti e laureati) e chiunque sia interessato, a partecipare ai corsi al termine dei quali sarà rilasciato un attestato di frequenza.

Per maggiori informazioni scarica il pdf

Vai a N:EA

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26 luglio 2010

News

ARCHITETTURE DI CAVA
Recupero delle cave e reinvenzione del paesaggio


CATHEDRALE D’IMAGES Les Baux de Provence, Francia, 1977 Albert e Anne Plecy

45ª Marmomacc – Verona 29 settembre/2 ottobre 2010
Il tema del recupero e riutilizzo delle cave di pietra dismesse è da molti anni oggetto di dibattito tra architetti, tecnici, pubblici amministratori e imprenditori alla ricerca di metodologie e proposte di intervento per risolvere gli effetti talvolta traumatici prodotti sul territorio e sul paesaggio dalla presenza di cave di pietra attive o abbandonate dopo la cessazione della attività estrattiva.
Ma tale problematica si pone anche in modo preventivo nel caso dall’apertura di nuovi impianti estrattivi.
Veronafiere l’ha affrontata inserendola a più riprese nelle attività culturali di Marmomacc.
A dieci anni di distanza dall’evento più significativo (una mostra e un convegno particolarmente approfonditi nella 35ª Marmomacc del 2000), Veronafiere riapre il dibattito sull’argomento allargando l’orizzonte alle esperienze nel frattempo compiute a livello internazionale e alle nuove chiavi interpretative offerte dalla cultura, dalla tecnica e dalla produzione.
Sulla questione infatti si sono moltiplicati studi e ricerche nelle università e nel mondo professionale, i quali hanno prodotto nuove e diverse interpretazioni del paesaggio e del suo significato. Una serie di progetti esemplari a opera di architetti e paesaggisti ha inoltre messo in evidenza possibilità alternative di affrontare il problema rispetto alla prassi ordinaria di intervento. Infatti la metodologia più consueta e convenzionale di recupero del paesaggio di cava è fondata, laddove sia possibile, sul concetto di “ripristino morfologico” del terreno, o sulla “mimetizzazione” delle lacerazioni orografiche attraverso l’uso di tecniche specifiche (scalinature, piantumazioni arboree, camouflage con pigmenti, ecc.), nei casi in cui la ricomposizione non sia praticabile. Nuovi indirizzi, peraltro ancora allo stato propositivo, sono orientati a inserire l’attività estrattiva di superficie in un processo progettuale globale di trasformazione del paesaggio, una progettazione consapevole della cava dall’inizio alla conclusione della coltivazione. Una concezione che intreccia ecologia e estetica e che, accanto a geologi e tecnici minerari, mette in campo figure professionali come architetti, paesaggisti, esperti botanici, artisti, ecc., normalmente non coinvolte in questo tipo di intervento.
Un modo alternativo di affrontare il recupero dei siti di estrazione dismessi è di “lavorare sulla ferita”, ossia utilizzare la morfologia del territorio alterata dalla escavazione per creare fantastici spazi architettonici o inediti paesaggi arricchiti di nuovi segni e significati. In molti casi questi recuperi “creativi”, dovuti all’intervento progettuale di architetti paesaggisti ed artisti, sono orientati alla creazione di luoghi particolarmente significativi anche sotto il profilo dell’uso pubblico come ad esempio parchi-museo, luoghi di spettacolo ecc. e sono inseriti in circuiti e percorsi turistici e didattici. E’ principalmente in questo filone di ricerca che si incentra la mostra di Marmomacc. Lo scopo dell’iniziativa è da un lato indagare e mettere a confronto tendenze e orientamenti diversi, che spaziano dallo sviluppo delle potenzialità “architettoniche” delle cave a interventi di land-art, dall’altro offrire esempi significativi di recupero “alternativo” come stimolo per una nuova progettualità del territorio.


ANTICHE CAVE DI DIONYSSOS Monte Penteli, Grecia, 1994/1998 Nella Golanda e Aspasia Kouzoupis

Mostra
La rassegna, a cura di Vincenzo Pavan, approfondisce e sviluppa una ricognizione avviata dieci anni fa da Marmomacc su esperienze di recupero creativo delle cave di materiali litici realizzate negli ultimi vent’anni in differenti paesi europei tra cui Spagna, Francia, Italia, Grecia, Scandinavia, Inghilterra.
Si tratta di interventi ad opera di architetti, paesaggisti e artisti di notorietà internazionale su impianti estrattivi dismessi. Progetti esemplari e puntuali che rappresentano uno stimolante e positivo approccio in termini di cultura, tecniche e linguaggi, al più generale problema del recupero di vaste aree estrattive.
Gli interventi più interessanti, rappresentativi di metodi e tipologie diversi, dalle cave in galleria a quelle in cielo aperto, saranno esposti in una mostra allestita in Veronafiere durante la 45ª Marmomacc nello spazio “Forum del Marmo” del padiglione 7/B dal 29 settembre al 2 ottobre 2010.
Ogni esempio scelto sarà illustrato da rilievi, fotografie e modelli della cava dalla fase attiva alla dismissione, e infine all’intervento di recupero architettonico e paesaggistico.
I pannelli di foto e disegni saranno affiancati dalla proiezione di video.
I contenuti della mostra saranno raccolti in un catalogo bilingue (italiano-inglese) che documenterà le opere illustrate e sarà integrato da testi esplicativi, saggi di studiosi e storici dell’architettura e del paesaggio, e costituirà un importante documento di divulgazione sul recupero delle cave.

Convegno
Sul tema della mostra sarà realizzato durante la 45ª Marmomacc un convegno per illustrare e discutere le più interessanti esperienze di recupero architettonico-paesaggistico in corso e le prospettive future. All’incontro saranno invitati esperti del settore, architetti, ingegneri, docenti universitari produttori e amministratori, i quali effettueranno interventi su vari aspetti del problema cave.
Il convegno infatti tratterà in diverse sessioni i principali contenuti riguardanti la progettazione del paesaggio delle aree estrattive, tra i quali: la legislazione, economia e gestione del territorio; il recupero del paesaggio estrattivo e il progetto di cava; la cava come risorsa, potenzialità progettuali e esperienze internazionali; la ricerca nelle università.

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21 luglio 2010

Design litico

Un tempio, gli dei, gli eroi

English version


Studio grafico di Manuel Aires Mateus per il nuovo padiglione Pibamarmi al Marmomacc 2010.

Un tempio in pietra per gli dei di pietra. L’idea di un recinto sacro, elevato a definire una concatenazione di spazi riservati e gerarchici, ispira il nuovo progetto di exhibit design firmato da Manuel Aires Mateus per Pibamarmi al Marmomacc 2010.
L’allestimento è costituito da muri in cui la materia litica, levigata e monocromatica, si stratifica in dispositivi rettificati che reinterpretano stilizzandole le opere murarie delle architetture greco-ellenistiche; i setti racchiudono una cella centrale e individuano spazi laterali pensati per proteggere e rivelare al contempo monoliti raffinati e preziosi, che vivono un rapporto d’elezione con l’elemento liquido. Questi pezzi di design sono gli oggetti di culto del rituale contemporaneo legato alla cura del corpo e prendono forma dalla pietra naturale per essere contemplati e toccati, per infondere con la loro presenza suggestioni e sensazioni di armonia e benessere.
Al cospetto di questi nuovi dei, nel silenzio e in un’atmosfera luminosa soffusa, sono ammessi gli eroi, i visitatori che sanno comprendere il rituale della pietra e che sono invitati ad entrare per vivere un rapporto privilegiato con la divinità assumendone in parte le virtù.


Studi grafici di Manuel Aires Mateus per il nuovo padiglione Pibamarmi al Marmomacc 2010.

BIOGRAFIA MANUEL AIRES MATEUS
Manuel Aires Mateus nasce a Lisbona nel 1963 dove si laurea alla Facultad de Arquitectura de la Universidade Tecnica nel 1986. Inizia la collaborazione con l’architetto Gonçalo Byrne dal 1983 e tale esperienza si rivela fondamentale per la sua formazione professionale. Nel 1988 fonda, con il fratello Francisco, lo studio Aires Mateus & Associados. La formazione nell’ambiente della cultura architettonica portoghese contemporanea, contrassegnata da maestri come Tavora, Siza, Souto de Moura e Byrne non ha impedito ai fratelli Aires Mateus di elaborare uno stile personale, caratterizzato fin dagli esordi da un’evidente riconoscibilità. L’architettura dei Mateus si basa infatti su una ricerca dello spazio e della materia che, pur riconoscendo nella massa la sua principale ragione d’essere, mira a superare la gravità per affermare una sostanziale smaterializzazione della costruzione architettonica.
Tra le opere più significative realizzate dallo studio figurano numerose case private e importanti opere pubbliche quali la Residencia de estudiantes de la Universidade de Coimbra (1999), il Centro Cultural de Sines (2000), il Rectorado de la Universidade Nova a Lisbona (2001), le librerie Almedina (2000-2002), il Museo del Faro a Cascais (2003), il Museo de Arquitectura (2006) e gli Edifícios de Escritórios a Lisbona (2008).
Dal 1997 Manuel Aires Mateus è professore cattedratico all’Università di Lisbona; tra il 2002 e il 2005 è stato inoltre Visiting Professor alla Graduate School of Design di Harvard. Dal 2001 è professore presso l’Accademia di Architettura di Mendrisio.

di Davide Turrini

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Aires Mateus & Associados
Pibamarmi

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19 luglio 2010

News

FORUM DEL MARMO
Idee, opere e prospettive del progetto litico

45ª Marmomacc – Verona 29 settembre/2 ottobre 2010

Il Forum del Marmo si configura fisicamente e idealmente come luogo di Marmomacc dedicato a mostrare, discutere, approfondire contenuti teorici, opere e realizzazioni architettoniche e paesaggistiche, esperienze didattiche legate al mondo della pietra.
La diffusione dell’interesse per questo materiale ha toccato negli ultimi anni vaste aree disciplinari che vanno dall’architettura al paesaggio al design, che coinvolgono saperi e soggetti diversi in nuove sinergie.
Per la 45a Marmomacc, l’articolata serie di attività scientifico culturali che caratterizza la rassegna veronese sarà riunita in uno spazio dedicato nel Padiglione 7B ove saranno raccolti sotto il titolo di “Forum del Marmo” mostre, convegni, conferenze, lezioni universitarie, seminari e incontri.
Nel cuore dell’area delle mostre di architettura e design sarà allestito uno spazio per i convegni organizzati con programma continuativo che vedrà alternarsi architetti e designer, professori di vari rami della tecnologia e della ricerca litica provenienti da varie sedi universitarie, tecnici ed esperti di progettazione digitale, geologi e ambientalisti, gruppi di ricerca di Facoltà di Architettura e Ingegneria e Design.
Per i quattro giorni della durata di Marmomacc, dal 29 settembre al 2 ottobre, il Forum del Marmo sarà quindi luogo di incontro di diversi saperi e discipline aperto, oltre che ad architetti, ingegneri, designer, studenti e tecnici, anche ad operatori, produttori e visitatori interessati all’approfondimento dei temi litici.
Sarà soprattutto l’occasione per mondo universitario e giovani architetti di incontro e di conoscenza, di scambio di esperienze, di ricerca e di nuova progettualità all’interno di una manifestazione fieristica che offre il meglio dei materiali lapidei e della ricerca sulla loro lavorazione e applicazione.

MOSTRE
Tra le mostre che formano il nucleo centrale del Forum del Marmo si ricordano:

1) Il progetto litico nelle università
Una serie di mostre dei migliori elaborati dei corsi di “Progettazione con la Pietra” convenzionati o promossi da Marmomacc in collaborazione con varie sedi universitarie: Politecnico di Milano, Polo Universitario di Mantova, Facoltà di Architettura di Ferrara, Facoltà di Ingegneria di Trento, Facoltà di Ingegneria di Padova, Facoltà di Architettura di Pescara, Facoltà di Ingegneria di Roma, Politecnico di Bari, Texas Tech University.
2) Premio Tesi di Laurea
Mostra dei progetti premiati nel concorso di Marmomacc, a carattere biennale, “Paesaggio, Architettura e Design Litici” dedicato alle tesi di laurea aventi come oggetto l’utilizzo dei materiali litici, discusse nelle Facoltà italiane di Architettura, Ingegneria e Design.
3) Architetture di Cava
Mostra di interventi esemplari di ricomposizione del paesaggio di cava e di recuperi “creativi” di siti dismessi dovuti all’intelligenza progettuale di architetti, paesaggisti e artisti in diverse aree estrattive europee. Un’indagine su tendenze e orientamenti alternativi come stimolo per una nuova progettualità del territorio.
4) Hybrid & Flexible
Mostra di oggetti e installazioni di design litico progettati da tredici designer internazionali per altrettante aziende del marmo nella edizione di Marmomacc del 2009.

CONVEGNI CONFERENZE LECTURES
Fra le principali attività convegnistiche, a cui si aggiungeranno altre in fase di programmazione, si annoverano:

1) La reinvenzione del paesaggio di cava

Sul tema del recupero e della progettazione delle cave di pietra, trattato anche nella mostra “Architetture di Cava” e in varie sedi universitarie, viene realizzato un convegno per illustrare
e discutere le esperienze in corso e le prospettive future. All’incontro parteciperanno esperti del settore, architetti, ingegneri, docenti universitari produttori e amministratori, i quali effettueranno interventi aperti al dibattito con il pubblico.
2) Design in fiera
Interventi di autori delle installazioni e delle opere esposte nelle mostre di “Marmomacc Meets Design”, distribuite nei padiglioni della fiera, sul tema.”Irregolare, Eccezionale”.
3) Master Politecnico di Milano
Lectures collegate ai programmi didattici del master di progettazione in pietra del Politecnico di Milano distribuite durante le giornate di Marmomacc.
4) Territori della ricerca litica
Conferenze e lectures proposti dai corsi di progettazione in pietra di università italiane ed estere.
5) Corsi Formativi AIA – RIBA – RAIC
Lectures specifiche sui temi programmati nel corso formativo del 2010.
6) Educare alla cultura litica
Incontro – tavola rotonda annuale tra docenti, esperti e studiosi dei corsi di Progettazione in pietra di varie università

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16 luglio 2010

News

Portes ouvertes des ateliers d’artistes de Belleville
L’arte si apre alla città

C’est à l’instant où jaillit la forme que le dialogue s’impose entre la matière et l’imaginaire et libère l’émotion
Catherine Arnaud

Il rapporto tra materia e immaginazione si impone ogni volta che la “forma” prende vita facendo scaturire emozione nell’animo umano che la osserva, sostiene la scultrice parigina Chaterine Arnaud.
Materia, immaginazione, emozione, sono gli elementi principali che vertono intorno alla forma progettata, modellata, vissuta nell’atelier dell’artista che è laboratorio, casa, luogo di conservazione dell’opera d’arte.


Scultura lapidea nell’atelier di Catherine Arnaud, particolare

photogallery

Ogni anno a Belleville, in quella Parigi multietnica che mescola atmosfere bohémiennes a sapori d’Asia questi spazi, scrigni privati di creazione e lavoro, nel corso di quattro giorni del mese di maggio aprono le proprie porte alla città. Il regno dell’artista viene “invaso” da osservatori curiosi che passeggiano tra opere d’arte in corso d’opera, tele appenna abbozzate, fotografie, massi di pietra, ceppi di legno, pezzi ceramici, pennelli, cavalletti, colori, scalpelli. Il pubblico ha modo di avvicinarsi alla materia grezza in procinto di essere trasformata, la può toccare osservando gli artisti al lavoro, ammirando l’opera finita o in procinto di giungere alla propria compiutezza.
Passando da uno studio a un altro è allora facile comprendere come il linguaggio dell’arte e della materia sia universale. Si riconoscono le diverse essenze del legno, la pietra cavata in ogni parte del mondo e modellata in forme sinuose, si osservano scatti fotografici che immortalano paesaggi lontani.


Un atelier aperto al pubblico

photogallery

La città si anima grazie alla disponibilità di circa 200 artisti ad aprire quelle porte che celano dietro di sé il mondo magico della creatività e che di anno in anno decidono di non rinunciare a un appuntamento capace di far conoscere, almeno in parte, la materia nelle sue diverse tipologie e le tecniche artistiche per lavorarla.

Sara Benzi

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