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27 Febbraio 2012

Paesaggi di Pietra

Il Castello della Pietra


Il Castello della Pietra, Val di Vobbia (foto: Mauro Benzi)

“Grixio dragon lasciù pietrificòo,
ch’o tegne ancon potense de magia,
ecco da Vobbia rapida e sonante,
da o pontetto de Zan,
o Castello da Prïa. […]
L’origine so primma a resta ignota;
[…] solitario comme
ne a valle d’un pianeta abbandonòo,
misterïoso, tetro, senza gloria
taxe in sce lë comme ‘na Sfinge a Storia”.

Edoardo Firpo, A o castello da Prïa

In Val di Vobbia, nell’entroterra genovese del Parco dell’Antola, la montagna custodisce tra i suoi speroni di roccia un castello, quasi mimetizzato nell’affioramento lapideo e per questo conosciuto come “Castello della Pietra”.
Classificabile tra i più straordinari edifici fortificati della Liguria, il castello risulta essere un’importante emergenza paesaggistica di questo territorio, tanto aspro quanto amato dalla sua popolazione, un esempio discreto del difficile rapporto tra il popolo ligure e la sua terra, spesso ingrata. L’edificio fortificato è costruito nella bassa valle, stretta tra pareti rocciose e dirupi dove, a differenza delle argille e dei “Calcari di Monte Antola” della parte soprastante, affiorano le cosiddette “puddinghe” o “Conglomerati di Savignone”, formanti anche il Promontorio di Portofino. Il termine “puddinga”, ormai in disuso, deriva dall’inglese “pudding”, budino, e indica una formazione rocciosa sedimentaria, formatasi circa 25 milioni di anni fa (Oligocene), caratterizzata da ciottoli particolarmente arrotondati di diametro variabile, tra i 5 e i 10 cm, composti da calcari marnosi, calcari arenacei o arenarie legate da una malta calcareo-argillosa più fine.
Nonostante l’aspetto detritico, tale formazione risulta poco erodibile e in alcune zone, come appunto presso il Castello della Pietra, particolarmente compatta. In questo punto la valle, in corrispondenza del Ponte di Zan, dopo un tratto accogliente di folti boschi si stringe progressivamente fino a chiudersi tra strette pareti rocciose, alla base delle quali scorre il torrente Vobbia. Si configura così un’atmosfera antica e misteriosa.
È qui che il castello domina strategicamente la vallata, incastonato tra due torrioni di puddinga e severo nella sua presenza simbiotica con la natura.


Il Castello della Pietra in due immagini storiche: un disegno settecentesco del cartografo Matteo Vinzoni; un affresco dell’Oratorio di Ronco Scrivia (GE)

Sfortunatamente, non conosciamo molti documenti relativi alla sua storia. Si suppone che il castello sia stato edificato intorno all’anno 1000 d.C. dai Vescovi di Tortona per combattere i Saraceni, che lo edificano in forma di sentinella della strada che collega Vobbia a Isola del Cantone, la cosiddetta via del Sale che da Genova conduceva alle città della Pianura Padana. Nel 1050 circa il castello passa ai Marchesi di Gavi e poi ai Malaspina fino a diventare, nel 1252, proprietà di Opizzone della Pietra, il cui appellativo deriva proprio dall’acquisizione di questo feudo. In seguito passa agli Spinola e nel 1518 agli Adorno che lo conservano fino al 1797, anno della soppressione dei Feudi Imperiali Liguri e dell’inizio della decadenza della fortezza.
Nel 1919 il castello viene acquistato dalla famiglia Beroldo di Torre i cui eredi, nel 1979, lo donano al Comune di Vobbia. A partire da quel momento, l’amministrazione comunale, insieme alla Provincia di Genova, al Centro Studi Storici per l’Alta Valle Scrivia, alla Soprintendenza ai Beni Archeologici della Liguria e ad un cospicuo numero di volontari, avvia un importante opera di restauro che dura circa dieci anni e che permette, dal 1994, l’apertura del complesso al pubblico.
È così possibile, oggi, visitarlo accedendovi dal piazzale sterrato ricavato dalla strada provinciale alla base dei torrioni, da qui parte l’itinerario didattico che ne illustra la storia e il territorio. Si sale a piedi verso il misterioso maniero, prima immersi nel bosco, poi circondati dalla roccia, fino a raggiungere il corpo di ingresso che introduce all’edificio costruito interamente in materiale lapideo e legno. La visita si articola così in cinque sezioni: il primo avancorpo trapezoidale, protezione al corpo principale e probabile magazzino o prigione, il salone centrale, dove si svolgeva la vita sociale, il camminamento di ronda, il salone superiore e l’accesso al torrione maggiore.


Il Castello della Pietra, vista dall’alto (foto: Mauro Benzi)

photogallery

Un percorso affascinante, questo, più simile a un viaggio nel tempo e nei misteri della storia che ad una semplice visita di un monumento dell’entroterra genovese, capace di far gustare il fascino del rapporto dell’uomo con il proprio territorio oltre che di far scoprire un patrimonio storico-artistico ancora poco conosciuto.

di Sara Benzi

Come arrivare:
Autostrada A7 Milano – Genova, uscita Isola del Cantone, direzione Vobbia; l’ultimo tratto, pedonale, sale fino al castello con un percorso della durata di 20 minuti circa.
In alternativa, il sentiero dei Castellani parte dalla località Torre di Vobbia e raggiunge il castello tramite un percorso della durata di due ore circa.

Vai a:
Altavallescrivia
Parcoantola

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