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31 Gennaio 2013

Design litico

Raffaello Galiotto. Design digitale e materialità litica
Ornamento litico contemporaneo (prima parte) *

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La pietra, oltre che come complanare e piana epidermide conformata in lastre sottili, si offre al designer quale massa profonda, suscettibile di definizione disegnativa, che scavata e incisa porta alla luce l’attributo della forma. Anche entro la soglia sottile della lastra, le tecnologie contemporanee aprono nuove frontiere di lavorabilità delle superfici imprimendo il rilievo sulla realtà del piano e, mentre asportano veli leggeri di materia seguendo un prefigurato disegno, marcano la terza dimensione, restituendo il valore se non della profondità, quantomeno della tridimensionalità.

Dal potenziale design delle superfici di pietra trae origine la presente riflessione e si dispiega seguendo un percorso che dal rivestimento parietale, attraverso continue metamorfosi, raggiunge la formalizzazione di elementi strutturali complessi per la definizione di spazi architettonici.
Lungo questa strada, sperimentale e non priva di inediti disvelamenti, si innesta il lavoro di Raffaello Galiotto in collaborazione con l’azienda vicentina Lithos Design.
Il nostro ragionamento, strutturato e finalizzato a descriverne l’iter ideativo-creativo e processuale-produttivo, s’inserisce in un’ampia riflessione sul tema delle superfici per il design e l’architettura, sviluppata specificatamente all’interno della cultura di progetto in pietra1. Pur rimanendo avvolto in polisemantiche stratificazioni di valori teorici, culturali, intellettuali che appartengono all’immaginario collettivo della memoria storica, anche il materiale lapideo, come già successo per altri materiali della tradizione2, è stato oggetto nell’ultimo ventennio di potenti trasformazioni e attualizzazioni.


Raffaello Galiotto per Lithos Design, Le Pietre Incise Curve, Tratto

Nelle sperimentazioni del contemporaneo la pietra ha visto aggiornare il proprio linguaggio formale declinando in eterogenee ibridazioni la natura polisemica e multiforme che le è propria.
Aspra e dura quanto lavorabile, la materia litica è suscettibile di processi di trasformazione tali da presentarsi sotto forme in apparenza antitetiche: sottile o di grande spessore, leggera oppure gravissima, opaca e scura quanto traslucente, ruvida e scabra quanto liscia e levigata.
Nell’ampio spettro di possibilità cromatiche, di tessiture, di ritmi compositivi mai uguali coniugati con la corporeità eccezionale della materia stessa, possono attingere a “piene mani” i progettisti contemporanei.

Osservare gli elementi della collezione “Le Pietre Incise” di Lithos Design, seguirne lo sviluppo nelle variazioni di “Curve” e “Luce”, lasciarsi sedurre dalla stabilità plastica e insieme fluttuante dei “Muri di Pietra”, per giungere alla tridimensionalità massiva di “Materia Litica” e a quella degli innovativi rivestimenti a spessore “Drappi di Pietra”, è riconoscere l’interesse del progettista tanto per nuove forme virtuosistiche di rivestimento sottile in pietra che per simmetriche evoluzioni in spessore.
La ricerca condotta da Raffaello Galiotto, autore di queste collezioni, risulta ai nostri occhi come un cammino sperimentale e innovativo, percorso in perfetta simbiosi con l’Azienda.


Elementi da rivestimento parietale della collezione Le Pietre Incise di Raffaello Galiotto per Lithos Design.

photogallery

Inderogabile premessa dell’intero progetto – perché di un progetto unico, complesso e prolungato nel tempo si tratta – è l’impiego del materiale litico.
Le variazioni geometriche, la modularità regolare e replicativa del disegno, la sfruttabilità compositiva degli elementi, si aggiungono alla specificità della materia, al colore, alla grana, alle venature che variano da blocco a blocco, da lastra a lastra. La disuniformità naturale della pietra, corrispondente a reazioni differenti dell’utensile sulla stessa, diviene valore acquisito e costantemente interpretato nel progetto.
Il disegno che Galiotto traccia perché poi si configuri una realtà formale, plastica, sulla superficie delle lastre, va a “sovrascrivere” il disegno naturale della pietra, lo assorbe, mettendo in valore la dimensionalità figurativa. La componibilità degli elementi litici che ne risulta armonizza e ricuce la discontinuità del materiale sottostante, crea continuità, se pur non complanare, e insieme definisce il rapporto tra le superfici e lo spazio allestito, fine ultimo del fare progettuale. Le pareti divengono pagine di un racconto fitto di segni reciprocamente legati tra loro dalla logica ferrea e matematica delle linee, e mutano, vibrano, assumono volume e profondità grazie alla diversa distribuzione della luce sui plastici rilievi.
Questo l’aspetto linguistico inconfondibile che riconosciamo al design della pietra: nel progetto non esiste distinzione tra epidermide, colore di superficie – limiti percettivi dei corpi –, e materia sottostante portata alla luce.


Raffaello Galiotto per Lithos Design, Drappi di Pietra, Foulard

Alla forma reiterata in serie degli elementi, si associa l’aura di unicità specifica del materiale; quel modo di essere unico della pietra che acquista una nuova natura man mano che gli strumenti la sgrossano e la modellano, guidando la macchina automatizzata ad un moderno scolpire e conformare dolcemente la materia. La programmazione a controllo numerico indirizza e governa il lavoro degli utensili, precisa ove tracciare i segni sulle superfici, ne puntualizza le profondità, la larghezza, l’angolazione e distanza delle incisioni, le entità delle asportazioni; a monte la visionarietà creativa dell’uomo posta a definire questi parametri.
Il risultato di tale connubio sono inediti artefatti di pietra: prodotti industriali dalle originali configurazioni geometriche che, pur esplicitando la precisione dell’automatismo della produzione, magicamente celano la fattibilità della complessa figurazione; ed essa, persino agli occhi dell’intenditore, appare raffinata, inedita, opera prodigiosa di macchina, frutto di soluzioni tecniche insospettabili ma dal sapore scultoreo.
(continua)

Veronica Dal Buono

Note
1 Negli ultimi vent’anni si è diffusa la consapevolezza che i materiali lapidei possano essere interpretati e trasformati tramite linguaggi inediti e attualizzanti per svolgere un ruolo di nuovo attivo nel progetto di architettura e di design.
Per la maturazione di questo pensiero sono da ritenersi fondamentali le attività culturali, svoltesi annualmente in occasione del Marmomacc, Fiera Internazionale di marmo, design, tecnologie, promossa dall’Ente Fiere di Verona, (come “International Award Architecture in Stone”, “Marmomacc Meets Design”, “Best Communicator Award”).
Alfonso Acocella con il volume L’architettura di pietra. Antichi e nuovi magisteri costruttivi, (Lucense Alinea, 2004, pp. 625) – Stone Architecure (Skira, 2006), pe l’orizzonte internazionale – ha affermato con incisività la rivalutazione del sapere progettuale e costruttivo dello Stile Litico contemporaneo. Il libro è stato il punto di partenza di un ampio e ambizioso progetto culturale. Dal 2005 anima il dibattito sull’argomento il blog tematico architetturapietra2.sviluppo.lunet.it, espansione in rete del progetto di ricerca avviato attraverso il libro e modello di produzione di contenuti aperto, transdiciplinare e di intelligenza collettiva.
La cultura dei materiali lapidei è potenziata recentemente dalla diffusione di specializzati corsi di formazione presso Istituzioni universitarie e professionali.
2 Materiali tradizionali quali il vetro, i metalli, i ceramici, i conglomerati, il legno, hanno da tempo intrapreso la strada dell’innovazione “ispirandosi” dall’eclettismo dei materiali polimerici, “materia d’invenzione” per eccellenza del XX secolo, divenendo flessibili e versatili alle esigenze dei progettisti. Oggi, parallela alla scienza macroscopica dei materiali, si muove quella delle nanotecnologie capace di progettare materiali artificiali innovativi, intelligenti, iper-performanti, contaminando talora gli stessi materiali della tradizione e ibridandone le potenzialità.

* Il presente saggio è tratto dal volume di Veronica Dal Buono, Raffaello Galiotto. Design digitale e materialità litica, Melfi, Librìa, 2012.
Sempre su Architetturadipietra.it, verrà ri-editato l’intero volume in forma progressiva nel corso delle prossime settimane.

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