gennaio: 2017
L M M G V S D
« dic    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  

Ultimi articoli

Ultimi commenti

Rubriche

Pubblico dei lettori

 

rss

 

Notizie

13 novembre 2013

Design litico

CUFFIA SFERICA DECORATA

Design Claudio D’Amato, Giuseppe Fallacara, Vincenzo Minenna
Computer Aided Drafting Vincenzo Minenna
Direzione cantiere Vincenzo Minenna
Con la collaborazione Politecnico di Bari, Dipartimento DICAR
Aziende partner Pi.Mar., Cursi (LE)

Il prototipo “cuffia sferica decorata” nasce dall’idea di poter realizzare un apparato decorativo su una superfice litica sferica, in cui la trama decorativa risulta essere scollegata dalla trama costruttiva.
Si tratta di una “tecnica” che omaggia l’opera di Andrèe e Alonso de Vandelvira che furono tra i primi a configurare nel loro trattato (Libro de Traças de Cortes de Piedra, 1591) un metodo (Capilla Enlazada,t 114) per la realizzazione di trame decorative prettamente geometriche su superfici sferiche tramite l’utilizzo dei metodi proiettivi.
Questa tecnica presuppone lo sviluppo delle superfici sferiche attraverso l’approssimazione delle proiezioni coniche per la realizzazione di un qualsiasi tipo di decorazione su intradosso sferico, definendo il pattern decorativo sullo sviluppo ottenuto e applicandolo all’intradosso.

L’obiettivo che il prototipo si propone è il raggiungimento di uno stesso tipo di esito formale attraverso l’aggiornamento della tecnica: in questo caso l’utilizzo delle tecniche proiettive è integrato dall’apporto dei moderni sistemi CAD-CAM, che semplificano il procedimento di realizzazione senza alterare l’influenza del sistema decorativo sul carattere dello spazio architettonico.

commenti ( 0 )

12 novembre 2013

Design litico

ALBERO LITICO

Design Giuseppe Fallacara
Computer Aided Drafting Claudia Calabria, Nicola Boccadoro, Maurizio Barberio, Micaela Colella
Direzione cantiere Bertrand Laucournet
Con la collaborazione Politecnico di Bari, Dipartimento DICAR
Aziende partner S.N.B.R., Sainte Savine (Troyes) FR

L’albero strutturale è pensato nelle forme di una struttura isolata e seriabile costituita da un tronco centrale da c ui si dipartono otto bracci. Ognuno dei rami in pietra è definito da una curva ribassata e presenta un’altezza decrescente dei filari fino ad arrivare al punto più esterno della struttura.
La possibilità di rendere l’elemento indipendente è data dalla presenza di un’armatura passiva che, a partire dal centro del fusto, unisce e comprime tutti i blocchi delle otto ramificazioni e ne cinge le estremità, dando origine a una forza in contrasto che riporta l’elemento in compressione.
La conformazione dei giunti è direttamente dipendente dall’armatura citata: la curvatura, utilizzata per aumentare l’attrito tra i conci, presenta un orientamento differente a seconda dalla forza che si prevede sia esercitata nella collaborazione tra armatura e semiarco.
Gli elementi sovrapposti del fusto, a loro volta, sono stati progettati secondo un incastro a stella che rendesse i giunti solidali, molto importante specialmente per l’elemento di raccordo che funge da attacco per tutti i bracci. La lavorazione lapidea del fusto, in accordo con la conformazione dei giunti, riprende gli spigoli di intersezione geometrica dei singoli bracci creando una accentuata plasticità delle superfici. Le lastre forate interposte alla base di ogni ramo si configurano come elementi di transizione intermedi tra la massività del fusto e l’interdipendenza dello spiccato arboriforme, creando la possibilità di particolari effetti di luce.

Il prototipo è stato realizzato nel mese di luglio 2013 in collaborazione con la società S.N.B.R. di Troyes, attraverso l’ausilio di macchine a controllo numerico. Il prototipo è stato brevettato da Giuseppe Fallacara nel 2013 (N° BA20130000023).

commenti ( 2 )

11 novembre 2013

News

STRUCTURAL STONE 2013
La sperimentazione lapidea come sfida statica e culturale

Nell’ambito della 49esima edizione di Marmomacc 2013 a Verona, il Dipartimento DICAR del Politecnico di Bari si è distinto attraverso l’allestimento di una mostra tematica relativa alle ultime sperimentazioni condotte sull’applicazione della pietra strutturale in architettura.
La mostra, a cura dei proff. Claudio D’Amato e Giuseppe Fallacara, si è svolta nell’ambito della sezione Inside Marmomacc, uno spazio di confronto e divulgazione sulle possibilità del materiale lapideo in cui sono stati raccolti una serie di convegni, attività formative, seminari, atti a promuovere la cosiddetta “cultura della pietra”, una diversa forma mentis nei confronti di un materiale dai campi di applicabilità trasversali spesso ancora poco esplorati. In questo “contenitore” sono stati raccolti gli apporti sperimentali più disparati in cui la pietra viene declinata nelle sue diverse sfaccettature, spaziando dal design alla sfida strutturale, dando vita a un’esposizione poliedrica e creativa.
In questo contesto il Politecnico di Bari ha esposto il frutto delle ultime ricerche mettendo in piedi “Structural Stone”, una raccolta di prototipi sperimentali in cui si fonde il tentativo di innovazione formale con la sfida strutturale. Ognuno dei manufatti proposti presenta peculiarità diverse: vengono introdotti dispositivi per la facilitazione del montaggio (come nel caso del Ponteflex), innovazioni per il funzionamento statico di elementi sospesi (Albero Litico, Scala Ricomposta, Tensegrilithic), nuove tecniche di decorazione superficiale in relazione alla natura del manufatto architettonico (Cuffia sferica, Spirale).
Gli esiti presentati si pongono come ultima propaggine di una ricerca che il Dipartimento DICAR sta svolgendo ormai da molti anni sotto la direzione dei proff. D’Amato e Fallacara, in un accumularsi di esperienze pratiche che, di volta in volta, si pongono come base dello sviluppo successivo. Le varie tematiche affrontate affondano le radici in un solido retroterra sperimentale: così la struttura a sbalzo rinforzata viene ereditata ed estremizzata dal progetto “Foglia”(2009) sino all’attuale “Albero Litico”, l’interpretazione dell’arco armato passa dalla messa in opera dell’arco “Viollet-le-Duc” (2010) al dispositivo di montaggio di Ponte Flex, e così ognuno dei nuovi prototipi presenta allo stesso tempo uno stacco innovativo senza perdere la continuità di uno studio sistematico.

di Claudia Calabria

Nelle prossime settimane ciascuno dei progetti sarà protagonista su Architetturadipietra.it

commenti ( 0 )

8 novembre 2013

News

Stone Design un percorso di formazione

Sei anni di vita per un insegnamento indirizzato a sviluppare un tema didattico originale, possono essere pochi quanto una misura già considerevole. Non sono molti se si pensa di aver incontrato un numero sufficiente di discenti che conosca quindi interpreti, valorizzi e metta in pratica con professionalità una particolare disciplina, a sua volta divulgandola. Sono invece un tempo sufficiente per soffermarsi a riflettere sul lavoro svolto osservandone i risultati, nel momento in cui il percorso didattico è stato dedicato al rapporto tra una materia singolare come la pietra e il progetto.
In tal percorso “progetto” non è solo disegno e proposta di un “artefatto” ma è anche il programma di un iter di conoscenza, nella consapevolezza che siano entrambi da alimentarsi con continuità.
Il Laboratorio di Product design I, tenuto da Raffaello Galiotto e Vincenzo Pavan presso il Corso di laurea in Design del prodotto industriale nell’A.A. 2012-2013, con la collaborazione di Davide Turrini e della scrivente, ha focalizzato la propria attenzione formativa sul progetto di artefatti in pietra. Un tema non consueto nella didattica, complesso, aperto alle sfide della tecnologia contemporanea e dell’ambiente.
L’ingresso del Design Litico per la prima volta in una disciplina d’insegnamento universitario, eredita una cultura di conoscenza e linguaggio che già fortemente negli anni precedenti ha connotato un parallelo insegnamento all’interno del Corso di laurea in Architettura ferrarese. Per cinque anni consecutivi (dall’A.A. 2007-08), già Alfonso Acocella, Vincenzo Pavan e Davide Turrini, avevano affermato il Laboratorio di Costruzioni in pietra, con la collaborazione costante di Marmomacc-Verona Fiere. Un corso opzionale caratterizzante le discipline del quinto anno di Architettura, ove il messaggio di
riabilitazione e riattualizzazione dello “Stile litico” nel progetto contemporaneo ha trovato attenzione e interesse da parte di numerosi studenti susseguitisi negli anni.
Nel tempo si è affrontata la conoscenza e progettazione di spazi e ambienti abitati dall’uomo, attraverso il filtro del materiale pietra: paesaggi, città, edifici, spazi espositivi, strutture… Si approda oggi alla scala del design, affrontando la progettazione di oggetti d’uso, artefatti per interni ed esterni, elementi modulari, rivestimenti.
L’itinerario proposto quest’anno si innesta in un percorso pluriennale di esplorazione del tema litico, avviato non solo con l’inserimento nelle politiche formative dell’Università, ma anche attraverso la rete internet ove, dal 2004, è attivo il canale comunicativo Architetturadipietra.it, ideato e coordinato da Alfonso Acocella e che ha dato vita, oltre all’originale Blog, al progetto “Lithospedia – Interior design”, un repertorio e catalogo digitale che raccoglie collezioni di prodotti Stone Design un percorso di formazione realizzati in pietra sia storici che contemporanei, schedandoli e inserendoli in racconti di più ampio respiro.
Negli anni il “sapere” di Architetturadipietra è andato a integrarsi e costituire il nucleo fondativo delle attività del Laboratorio MD Material Design, struttura di ricerca e didattica del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara al quale i docenti di Product Design I afferiscono.

L’esperienza didattica qui sintetizzata amplia tale ricerca e tenta di individuare ambiti progettuali d’innovazione. Nel processo d’ideazione e formazione del prodotto di design, ci si è interrogati sul ruolo e significato affidato al materiale e alle tecniche di produzione. La pietra, la soluzione configurativa, il volume nello spazio, non sono elementi indipendenti bensì, fondendosi e valorizzandosi reciprocamente, divengono portatori della consistenza stessa dell’artefatto. È sembrato importante porre gli allievi, sin dal primo istante, di fronte alla scelta del litotipo, della materia specifica con cui lavorare, per esprimere, infine, il progetto attraverso i caratteri peculiari della materia che lo sostanzia.
Il Corso, svoltosi in forma di atelier condiviso, ha sviluppato un’attività intensa e concentrata nel tempo, con modalità simili agli ambienti professionali di lavoro e al contempo ricercando una solida costruzione teorica; attraverso la presenza dei progettisti e la collaborazione con le aziende, è stato interfacciato il tessuto produttivo coinvolgendolo nel progetto.
La formazione si è svolta in forma corale, corroborata dalla connessione tra didattica e ricerca quale strumento per garantire la collaborazione fra competenze e saperi, il coordinamento fra diversi settori di conoscenza e competenza. Un processo importante nell’ottica di consolidare una scuola giovane, il Corso di laurea in Design ferrarese, che cerca di costruirsi a partire dalla identità della propria comunità scientifica, con continuità didattica rispetto allo sviluppo di certe tematiche, compenetrando le indispensabili competenze tecnicooperative con la capacità critica e la trasmissione di idee e visioni.
Il momento progettuale di Product Design I si conclude con l’allestimento di una mostra dei risultati didattici, ideata per costituire un bilancio sull’anno di corso e una suggestione di partenza per impegnarsi a proseguire su questa strada.

di Veronica Dal Buono

commenti ( 0 )

5 novembre 2013

Opere di Architettura

Apple stores in Barcellona e Bologna


Ingresso dello store di Barcellona.

La Apple approda in due città, Bologna e Barcellona, rappresentative, seppur in diversa scala, di realtà cosmopolite e di forte dinamismo all’interno del contesto europeo. A queste città stratificate e complesse sia a livello storico sia architettonico, sedi di antiche Università e punti fondamentali per i flussi di interscambio culturale e commerciale, Apple approccia con armonia e attenzione, inserendo le proprie sedi nel cuore della città antica, reinterpretando materiali e architetture caratteristici del luogo.
Lo store barcellonese si trova all’incrocio fra Plaza Catalunya e il Paseo de Gracia, nell’antica casa Estruch, ultima sede della Banca Banesto. La realtà architettonica del centro storico catalano vede la commistione di diversi generi e stili che creano quell’atmosfera multiforme e creativa tipica del capoluogo della Catalogna. La progettazione architettonica dello store comprende appieno la sensazione trasmessa dalla città, assorbendo diverse suggestioni architettoniche e armonizzandole con abilità. L’attacco a terra dello stabile ripropone un colonnato sui lati che si affacciano alle vie principali, abbellito da lesene doriche a base quadrata in grandi conci, su basamento, il tutto proposto in crema fiorito oro, lavorato a massello sagomato. Le lesene si alternano alle alte vetrate, da cui traspaiono le scelte architettoniche interne, conformi allo stile internazionale del brand. Due grandi colonne, con fusto rastremato e capitello dorico, segnalano l’ingresso all’edifico, mentre sull’architrave levigato poggia un parapetto che richiama le architetture barocche, caratterizzato da colonne bombate e scalpellate, incastonate nella cimasa modanata e nello zoccolo. Sul lato prospiciente plaza Catalunya il nuovo pronao tamponato, con le due nicchie ospitanti divinità femminili, esalta la metafora simbolica secondo cui l’edificio assurge a nuovo tempio della tecnologia moderna. La forte matericità della pietra, scalpellata in maniera attenta, sia nei dettagli dei collarini sia dei capitelli, conferisce a tutta la struttura un aspetto solenne, e allo stesso tempo, grazie alla delicata colorazione e alle linee morbide che definiscono i tori e le scozie delle modanature, veste il calore tipico di questa metropoli luminosa e accogliente.


Dettaglio delle modanature dei capitelli dell’intervento in Spagna.

Tra gli italiani, quello bolognese è il primo Apple Store a più piani ed in centro storico. A pochi passi dalle due torri, situato in uno fra i primi grandi magazzini della città emiliana, Palazzo Barilli, dei primi del ‘900, lo store di 500 mq si articola funzionalmente su due livelli: l’esposizione al piano terra e l’area dei servizi alla clientela al piano primo. Il progetto ha comportato la riqualificazione dell’intero edificio, a partire dalla facciata su via Rizzoli, uniformata con archi ribassati, lesene a tutt’altezza e parapetti in ferro lavorato, mentre le ampie vetrate creano l’illusione di continuità tra esterno ed interno. Dall’ingresso principale è immediatamente comprensibile il dislocarsi dello spazio espositivo e del sistema distributivo verticale, mentre la posizione d’angolo del secondo ingresso enfatizza la percezione di spazio continuo esterno-interno, invitando ad entrare. La pietra serena tipica, cavata direttamente dall’Appennino Tosco-Emiliano, è voluta da Steve Jobs per la pavimentazione di tutti i punti vendita Apple nel mondo, ed è fornita da Il Casone di Firenzuola; la decisione fu maturata nel 2002 quando, a Firenze, Jobs rimase colpito dalla pietra grigia dei marciapiedi. In Palazzo Barilli, posata in lastre levigate di 76×76 cm, ben si coniuga con i materiali dell’edificio storico ed è cromaticamente in armonia con gli altri elementi caratterizzanti lo spazio: dall’acciaio in lastre utilizzato per il rivestimento delle pareti interne, al cristallo della scala, al legno chiaro usato per gli arredi – tavoli, mensole – ai pannelli bianchi alternati alle fasce in acciaio in cui sono inseriti i faretti d’illuminazione. Il logo Apple è collocato sull’elemento a bandiera in ferro battuto, con richiamo alla pregevole balaustra in motivi deco cingente il piano primo.


L’interno dello store bolognese si proietta nel centro città.

photogallery

di Federica Corticelli e Federica Poini

Vai al sito di Apple
Vai al sito di Plaza Catalunya
Vai al sito di Paseo de Gracia
Vai al sito di casa Estruch
Vai al sito che parla delle due torri
Vai al sito di Palazzo Barilli
Vai al sito che parla di pietra serena
Vai al sito che parla di Steve Jobs
Vai al sito di Il Casone

commenti ( 0 )

stampa

torna su