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11 aprile 2012

News

PIETRA
Recuperare, ricostruire, integrare


Victor López Cotelo, Complesso residenziale a Puente Sarela , Santiago de Compostela, 2002-2007

FACOLTÀ DI ARCHITETTURA DI FERRARA
CORSO “COSTRUZIONI IN PIETRA” AA. 2011-2012

Secondo semestre, febbraio – maggio 2012
Durata del corso: 100 ore – 8 CFU

OBIETTIVI e CONTENUTI
Il corso è finalizzato a trasferire agli studenti del quinto anno della Facoltà di Architettura di Ferrara una consapevolezza critica sull’impiego dei materiali lapidei all’interno del progetto contemporaneo d’architettura, d’allestimento d’interni e di design di prodotto. Temi portanti dell’offerta formativa sono: l’identificazione e l’interpretazione critica dei codici e dei linguaggi con cui la pietra si presenta nell’architettura storica e in quella contemporanea; la conoscenza delle categorie petrografiche, geologiche e merceologiche dei materiali litici, la loro rispondenza alle necessità d’impiego nell’architettura e nel design, l’analisi della connessione tra progettazione architettonica e tecniche costruttive legate alle nuove frontiere di trasformazione e trattamento dei materiali lapidei; il trasferimento di tali processi analitico-critici all’esperienza progettuale del workshop. Saranno analizzate le principali tipologie di marmi e graniti italiani e il ruolo a scala nazionale e internazionale dei distretti lapidei italiani. Attraverso una lettura sincronica delle fasi che concorrono alla realizzazione dell’opera architettonica e di design saranno indagati i legami tra concezione formale, aspetti costruttivi, caratteristiche geologico-petrografiche e le qualità tecnico espressive dei materiali litici, secondo una visione unitaria dei saperi.

ATTIVITA’ DIDATTICHE
La nuova edizione del Corso di Costruzione in Pietra, dal titolo “Pietra: recuperare, ricostruire, integrare”, svilupperà i contenuti della progettazione e della costruzione litica nella riqualificazione di ambienti storici urbani e paesaggistici in condizioni di abbandono e degrado.
Il tema, che tocca sia la problematica connessa al recupero e rifunzionalizzazione di edifici storici costruiti in pietra, sia la progettazione di spazi urbani siti in città o borghi di antica origine, si presta a numerose connessioni disciplinari: dal restauro urbano e architettonico, allo studio delle tecniche costruttive tradizionali, alla conoscenza dei materiali lapidei di diverse aree e bacini produttivi e loro caratteristiche fisico-meccaniche, all’impiego di materiali alternativi o sostitutivi a quelli litici.
Non ultimo infine l’intervento di ricostruzione e integrazione litica, ossia il progetto di nuovi manufatti sostituivi di edifici semidistrutti o andati perduti a causa dell’abbandono e dell’incuria. E’ il caso di villaggi o piccoli borghi rurali abbandonati, e oggi oggetto sempre più frequente di progetti di recupero per finalità turistiche. Analoga problematica, anche se con contenuti generali diversi, si pone per costruzioni in zone colpite da sisma, necessitanti di interventi di ripristino strutturale e funzionale, o di ricostruzione integrale. In entrambi i casi entra in gioco un aspetto chiave della progettazione architettonica e litica: la scelta tra un percorso ricostruttivo di tipo filologico in anastilosi o una ricostruzione critica che utilizza linguaggi contemporanei.
L’esercitazione proposta dal corso si articolerà in due momenti. Una fase di studio che riguarderà l’approfondimento di alcuni interventi esemplari di recupero e rifunzionalizzazione di alcuni edifici storici in pietra negli anni recenti ad opera di importanti autori dell’architettura contemporanea. Una fase di progettazione che avrà come oggetto l’integrazione o la ricostruzione di un piccolo edificio di pietra parzialmente o intermente collassato, inserito in un contesto urbano o paesaggistico di rilevante interesse storico–artistico.

L’attività centrale del corso sarà costituita dall’atelier di progettazione da sviluppare in aula con revisioni continuative del corpo docente, e sarà preceduta e affiancata da attività formali – quali comunicazioni in aula dei docenti e lecture dei visiting teachers – ed informali, connesse a visite guidate e confronti con operatori specializzati in aziende di settore.

ELABORATI GRAFICI FINALI
Gli elaborati grafici finali di progetto degli studenti, composti da tre tavole di formato A0 (cm. 84×119 verticale) accompagnate da un plastico, saranno esposti nell’autunno 2012 presso la 47ª Marmomacc (Mostra Internazionale di Marmi, Design e Tecnologie) di Veronafiere, nella speciale mostra culturale dedicata a Didattica e Formazione.

TEMI DELLE LEZIONI
Lo “stile” dell’architettura di pietra
L’essere della materia e i caratteri della costruzione litica

Il muro di pietra
Muri monomaterici, muri compositi, rivestimenti a spessore

La rinascita della pietra strutturale
Monoliti, nuove stereotomie, pietre armate

Light stone
Involucri sottili, schermi traforati, diaframmi traslucidi

Stone texture
Superfici, geometrie, ibridazioni

Case di pietra recuperate
Restauro statico e integrazione litica

Il piano litico orizzontale
Lo spazio dell’architettura e la scrittura pavimentale di pietra

Il ciclo litogenetico

Il classificazione commerciale e petrografica delle rocce

I caratteri strutturali e tessiturali delle rocce

Rocce magmatiche, metamorfiche, sedimentarie e loro caratteristiche ornamentali

Caratteristiche qualitative di marmi e graniti

Caratteri petrofisici e idoneità d’uso

Il colore nei marmi e nei graniti

CORPO DOCENTE
Vincenzo Pavan
Carmela Vaccaro
Alfonso Acocella
Davide Turrini

BIBLIOGRAFIA
Alfonso Acocella, L’architettura di pietra, Firenze, Alinea-Lucense, 2004;
Alfonso Acocella, Stone Architecture, Milano, Skira, 2006;
Alfonso Acocella, Davide Turrini (a cura di), Travertino di Siena, Firenze, Alinea, 2010;
Vincenzo Pavan (a cura di), Collana “Premio Internazionale Architetture di Pietra”, Verona, Marmomacc, 1987- 2011;
Piero Primavori, Pianeta pietra, Verona, Zusi Editore, ;
Lorenzo Lazzarini, Marisa Laurenzi Tabasso, Il restauro della pietra, CEDAM.

BIOGRAFIE SCIENTIFICHE DEI DOCENTI
Vincenzo Pavan, architetto e studioso dei linguaggi dei materiali costruttivi, è curatore, dalla sua istituzione, dell’International Award Architecture in Stone di Veronafiere. Organizza per pubbliche istituzioni mostre e convegni internazionali di architettura e urbanistica nell’ambito dei quali ha pubblicato numerosi cataloghi. Ha esposto i propri progetti in mostre e musei internazionali tra i quali la Biennale di Venezia, il Deutsches Architekturmuseum di Francoforte e la Graham Foundation di Chicago. Dal 2007 insegna presso la Facoltà di Architettura di Ferrara.

Carmela Vaccaro geologo è professore associato in petrografia e geochimica applicata, da anni svolge attività di ricerca e didattica nell’ambito della valorizzazione e salvaguardia del patrimonio culturale e delle risorse ambientali e naturali. In questi anni si è dedicata allo studio delle applicazioni della petrografia alla conoscenza storica e conservativa del patrimonio culturale e all’analisi dei fenomeni di degrado delle georisorse. Grazie a numerosi progetti di ricerca internazionali e nazionali (RIADE, CAMI life+, FIRB, PRIN, WARBOlife+, ASTIS, GEP, GOTRAWAMA, Tecnopoli Emilia Romagna) e a contratti di ricerca istituiti con Enti Pubblici e Consorzi Privati ha costituito un gruppo di giovani ricercatori e di laboratori dotati delle moderne strumentazioni analitiche cui affrontare le analisi conoscitive sul patrimonio culturale.

Alfonso Acocella, architetto, è Professore ordinario di Tecnologia dell’architettura. Attualmente svolge il Corso di “Costruzioni in pietra” e il “Laboratorio di metodologie di progetto” presso il nuovo corso di laurea in Design del prodotto industriale della Facoltà di Architettura di Ferrara. Ha scritto numerosi volumi sull’architettura contemporanea; in particolare sul tema litico: L’architettura di pietra (Firenze, 2004); Stone Architecture (Milano, 2006); Travertino di Siena (Firenze, 2010). È direttore di collane editoriali riguardanti i temi del design di prodotto e dell’exhibit design in pietra.

Davide Turrini, laureato in Architettura, ha ottenuto la specializzazione in Storia, Analisi e Valutazione dei Beni Architettonici e Ambientali. Dottore di ricerca in Tecnologia dell’Architettura, attualmente è Ricercatore al Dipartimento di Architettura di Ferrara. I suoi studi riguardano i temi dell’innovazione tecnologica di processo e di prodotto nei settori dei laterizi e dei lapidei da costruzione. Si occupa in particolare del rapporto tra materiali, tecniche di lavorazione e architettura, approdando anche allo studio del design litico contemporaneo con un’attenzione specifica al legame tra prodotto e contesto sociale, culturale e spaziale di riferimento. È autore e curatore di volumi e di saggi riguardanti i temi di ricerca.

Scarica i documenti per l’esercitazione d’esame

In collaborazione con

Vai a:
Facoltà di Architettura di Ferrara
Marmomacc

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6 aprile 2012

News

Lithos Design presenta il nuovo volume
della la collana Lithos.


Drappi di Pietra, Ottoman. Design Raffaello Galiotto per Lithos Design.

In collaborazione con la Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara, Lithos Design presenta “Raffaello Galiotto. Design digitale e materialità litica” dedicato all’opera del designer vicentino nel campo del Design Litico.

“Dal potenziale design delle superfici di pietra trae origine la riflessione e si dispiega seguendo un percorso che dal rivestimento parietale, attraverso continue metamorfosi, raggiunge la formalizzazione di elementi strutturali complessi per la definizione di spazi architettonici.
Lungo questa strada, sperimentale e non priva di inediti disvelamenti, si innesta il lavoro di Raffaello Galiotto in collaborazione con l’azienda vicentina Lithos Design”,
Veronica Dal Buono.

La narrazione del percorso di Raffaello Galiotto nel campo del design litico e il felice incontro con il brand Lithos Design sono l’asse portante del volume scritto da Veronica Dal Buono, ricercatrice presso la Facoltà di Architettura di Ferrara, che apre la Collana Lithos, a cura di Alfonso Acocella, della casa editrice Librìa, giunta al suo quinto volume, all’orizzonte del Design Litico.

L’autrice, attraverso saggi ed interviste, indaga sul percorso creativo del designer e in particolare attraverso il rapporto privilegiato con il materiale lapideo che egli definisce “materia straordinaria, irripetibile, matrice di capolavori assoluti”, nei confronti della quale la progettazione deve porsi con un atteggiamento di “rispettoso ossequio”. Un percorso, quello di Galiotto, di ricerca e forte innovazione svolto in perfetta simbiosi con l’Azienda vicentina che gli ha permesso di approfondire e sviluppare il binomio Design Litico e tecnologia.
Il testo non propone solo l’analisi di un percorso stilistico ma affronta tematiche di grande attualità, strettamente legate al valore del design per la competitività delle aziende, suggerendo un maggior dialogo tra industria, mondo del progetto e mondo della ricerca attraverso l’interazione con le Istituzioni universitarie. Secondo Galiotto se il design non va considerato come un costo ma come un valore, è anche vero che i designer devono comprendere le necessità reali del settore industrial-artigianale, producendo progetti “su misura” e non “discesi dall’alto”, seguendo il mito del designer-star. Il compito di tutto il circuito è quello di divulgare una cultura del design come sistema che coinvolga tutti gli aspetti del progetto, dalla prefigurazione, alla produzione, comunicazione, vendita del prodotto e sua vita dopo l’uso.

Il volume sarà presentato in anteprima mercoledì 18 aprile durante il Salone del Mobile di Milano presso lo stand di Lithos Design (Pad. 24 Stand C11), con la presenza del designer Raffaello Galiotto.

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5 aprile 2012

News

TADAO ANDO
la responsabilità dell’architettura

TADAO ANDO
la responsabilità dell’architettura

conferenza di
Tadao Ando

all’Università di Bologna

introduce
Ivano Dionigi
Magnifico Rettore dell’Università di Bologna

presenta
Giovanni Leoni
Direttore del Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna

Aula Magna di Santa Lucia
Via Castiglione 36
Bologna

20 aprile 2012 ore 17

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2 aprile 2012

News

Il Casone al Salone Satellite con Studio Lievito

Milano, Rho Fiera HALL 22-24 STAND C33

L’attenzione dell’azienda Il Casone al mondo del design l’ha portato, negli anni, a diverse collaborazioni internazionali, esplorando ed elaborando nuove tendenze nell’applicazione dei materiali lapidei, in continuo dialogo con il mondo della progettazione. Quest’anno, un’attenzione particolare anche ai giovani studi emergenti, con la partecipazione al Salone satellite. Dalla collaborazione con lo Studio Lievito di Firenze nascono “Capocchia”, “Araldica” e “Squadra”, tre progetti di design in cui la pietra è protagonista.

Capocchia – Tavolo
“Capocchia” è un tavolo in Pietra Serena e acciaio corten che parla di storia e tradizione: superfici ispide e metallo alterato celebrano la patina del tempo. L’ispirazione nasce da quel chiodo arrugginito dimenticato in una trave dal carpentiere. Il tavolo è composto dall’incastro tra la testa quadra della gamba ed il piano. I materiali: Piano in pietra forte fiorentina Il Casone, finitura anticata. Gambe in acciaio corten.


“Capocchia”

Araldica – Pavimentazione urbana
Le porzioni di stemmi e scudi in bassorilievo formano una poliedrica texture, adatta a rivisitare in maniera contemporanea quel patrimonio araldico murale che caratterizza le facciate dei palazzi più importanti delle nostre piazze europee, costruite ‘a misura d’uomo. I materiali: Piastrelle 60 x 60 cm in pietra forte Il Casone, finitura bottonata per il piano e sabbiata per i bassorilievi. Quattro diversi moduli combinabili tra loro.


“Araldica”

Squadra – Lampada da tavolo
Dallo strumento all’oggetto il passo è breve. La caratteristica “squadra a 90” utilizzata dallo scalpellino fornisce un’ottima soluzione formale per una lampada a luce orientabile. Squadra può infatti fornire luce indiretta all’ambiente o illuminare zenitalmente un piano di lavoro, ruotando la posizione del suo angolo ‘a 90’.
I materiali: Pietra serena Il Casone , finitura “Seta”. Stecca Led, Warm White.


“Squadra”

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28 marzo 2012

Marmi Antichi

La litoteca del Cardinale Riminaldi a Ferrara


La litoteca del Cardinale Riminaldi, XVIII secolo. Ferrara, Musei Civici di Arte Antica.

La litoteca della collezione lapidea del Cardinale Giovanni Maria Riminaldi, donata nel 1763 al Museo Cittadino di Ferrara (oggi Musei Civici di Arte Antica del Comune di Ferrara), fa parte del più ampio progetto settecentesco di istituire, presso i centri culturali di maggiore vivacità, laboratori sperimentali per studi naturalistici in cui matura un nuovo approccio scientifico.
Essa rappresenta una delle eccellenze che hanno contribuito a far considerare le rocce ornamentali non semplici elementi decorativi ma materiali di interesse scientifico; si tratta dell’approdo di un processo culturale che diventa evidente sotto il Pontificato di Clemente XI Albani con la stampa nel 1717 della Metallotheca Vaticana, opera di Michele Mercanti a cura di Giovanni Maria Lancisi, e che dà vita alla nascita di campionari di rocce ornamentali disposte secondo criteri classificativi ed estetici.
La litoteca Riminaldi rappresenta la sperimentazione di un nuovo modo di considerare i minerali e le rocce; essa costituisce infatti un prototipo di laboratorio didattico moderno in cui la rigorosa classificazione scientifica pone le basi all’approccio naturalistico delle Scienze della Terra (coerentemente con i contributi che a Ferrara il Cardinale Riminaldi fornisce allo sviluppo di altre discipline e alla nascita di una biblioteca scientifica, dell’orto botanico, e della ricostruzione del teatro anatomico). Il suo utilizzo d’elezione era infatti a supporto delle attività formative dei membri dell’accademia del disegno che partecipavano ai corsi di pittura ed architettura. Si tratta insomma di una vero e proprio capolavoro del collezionismo di marmi colorati provenienti da reperti antichi che caratterizza la cultura settecentesca ed è dotata anche di inediti caratteri didattici, scientifici e classificativi.


Tessere lapidee della litoteca Riminaldi: a sinistra, Alabastro a Pecorella; a destra, Pietra Stellaria.

La litoteca, con le sue 131 diverse tipologie di marmi e graniti rigorosamente catalogati e classificati, è rappresentativa dell’intero scenario di rocce ornamentali presenti a Roma, il cui approvvigionamento avveniva non solo dalle aree estrattive dell’epoca, ma anche da una massiccia attività di riutilizzo di marmi antichi, alcuni dei quali prelevati in cave ormai estinte, provenienti dai numerosi scavi realizzati durante tutto il XVIII secolo. Nonostante le ridotte dimensioni delle tessere lapidee, i materiali esposti mostrano in modo esaustivo i motivi cromatici e gli elementi strutturali e tessiturali che hanno influenzato il loro utilizzo e le relative attribuzioni simboliche ed iconografiche. Un eventuale artista riesce quindi a cogliere la preziosità dei motivi ornamentali, e ad ipotizzare i possibili utilizzi dei vari marmi nelle arti e nell’architettura. Stimoli culturali che favoriscono lo sviluppo non solo di competenze nell’uso di rocce ornamentali, ma anche di capacità specifiche nella riproduzione di materiali lapidei antichi nelle opere pittoriche.


Tessere lapidee della litoteca Riminaldi: a sinistra, Alabastro Cotognino a Occhio; a destra, Bianco e Nero Antico.

Scarica la descrizione completa della litoteca

La litoteca, realizzata dalla Bottega Romana nel sec. XVIII, è un mobile in stile Luigi XV, costituito da due valve lignee di raffinata ed elaborata fattura. Il coperchio del mobile è decorato “a finto marmo”, con la riproduzione di una lastra di Porfido Rosso d’Egitto circoscritta da una cornice che simula il Verde Antico “oficalcite” e da un’ulteriore cornicetta di legno in oro zecchino. Tale motivo decorativo, di elevato valore simbolico, è ulteriormente impreziosito dal decoro in oro dello stemma Cardinalizio e dall’iscrizione dedicatoria: “Lithotecam – Picture et Architecturae – Commodo et incremento – Joannes Maria Riminaldus Ferrariensis – Sal. Palatii St. Litubus Iudicandis XII Vir – Museo Patrio – DD Anno Domini DCCLXIII”.
All’interno della teca, su due livelli, è realizzata attraverso intarsi di materiali lapidei, una mostra di marmi antichi classificati con rigorosità scientifica. Il mobile poggia su basi leonine in bronzo dorato, e l’apertura è regolata da cerniere in metallo che accordano le sagome a “commode”. La valva superiore presenta la produzione lapidea romana, la valva inferiore è impreziosita dai reperti di scavo e da pietre dure, (Borgini, 1992), rocce destinate ad un uso limitato per la rarità degli affioramenti o difficoltà di rinvenire giacimenti di estensione sufficiente alle realizzazione di manufatti lapidei.

di Carmela Vaccaro e Elena Marocchino

Le autrici desiderano ringraziare i Musei Civici di Arte Antica del Comune di Ferrara e in particolare la Dott.ssa Teresa Gulinelli e la Dott.ssa Elena Monatti per la preziosa e continuativa collaborazione.

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