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29 aprile 2010

News

PAESAGGIO, ARCHITETTURA E DESIGN LITICI
Premio Tesi di Laurea

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La prima edizione del Premio per le Tesi di Laurea “Paesaggio, architettura e design litici”, ideato e organizzato da Veronafiere, in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Verona, si inserisce nelle attività culturali della 45a Marmomacc finalizzate a promuovere una consapevole cultura della pietra tra architetti, ingegneri, designer e produttori del settore marmifero. In particolare il Premio intende contribuire all’approccio ai materiali litici, alla loro conoscenza e corretto impiego, nella fase formativa dei futuri professionisti. Il concorso, a cadenza biennale, conferisce un premio in denaro a tesi di laurea (breve o specialistica) che abbiano come oggetto tematiche riguardanti l’utilizzo di materiali lapidei nel progetto di paesaggio, architettura e design.
Possono partecipare neo-laureati delle facoltà italiane di Architettura, Ingegneria, Design ed equivalenti.
La cerimonia di premiazione si svolgerà nell’ambito della 45a Marmomacc, Mostra Internazionale di Marmi, Design e Tecnologie (Verona, 28 settembre – 2 ottobre 2010). Con i migliori elaborati verrà organizzata una mostra e realizzata una pubblicazione.

Scadenza iscrizione: 30 giugno 2010

Scarica il bando e la scheda di adesione

Info Veronafiere:
Dott.ssa Monica Scappini, tel. 045 8298145
e-mail: scappini@veronafiere.it

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27 aprile 2010

News

Manuel Aires Mateus a Palazzo Tassoni

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Centro Culturale di Sines, Portogallo (2005)

Manuel Aires Mateus è uno dei principali protagonisti del panorama architettonico portoghese e internazionale.
Insieme al fratello Francisco, con cui ha fondato a Lisbona lo studio Aires Mateus Asociados, da anni lavora con una profonda sensibilità nei confronti delle specificità e peculiarità di ogni contesto elaborando una propria poetica progettuale tesa a esplorare le infinite variabili espressive in termini di valori plastici e principi spaziali dell’architettura, dalla scala dell’abitazione unifamiliare – tema particolarmente caro allo studio e continuo campo di ricerca – a quella dell’infrastruttura urbana, dagli edifici pubblici alle istallazioni effimere.
Tra i molti mirabili lavori dello studio, si annoverano in particolare il Museo del Faro di Santa Maria a Cascais (Portogallo 2007), il Centro Culturale di Sines (Portogallo 2005), la Sede del Rettorato dell’Università di Lisbona (2001), la Residenza per Studenti dell’Università di Coimbra (1999), la Mensa al Campus dell’Università di Aveiro (1997) mentre, tra gli interventi abitativi privati, si ricordano la Casa ad Azeitão (Portogallo 2003) e la Casa ad Alenquer (Portogallo 2002).

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residenza per studenti Università di Coimbra (1999)

photogallery

Manuel Aires Mateus nasce a Lisbona, Portogallo, nel 1963. Si laurea in architettura all’Università Tecnica di Lisbona (FA/UTL), nel 1986.
Dopo alcuni anni di collaborazione con l’architetto Gonçalo Byrne, nel 1988 fonda con il fratello Francisco (Lisbona, 1964) lo studio Aires Mateus & Associados. Dal 1998 è professore ordinario all’Università Autonoma di Lisbona e dal 2001 all’Accademia di Architettura di Mendrisio. Da anni partecipa in qualità di docente a numerosi seminari di progettazione ed è visiting professor presso prestigiose sedi universitarie (Oslo School of Architecture, Graduate School of Design dell’Università di Harvard); in coerenza con l’intensa attività accademica, inoltre, partecipa regolarmente a convegni e lezioni tenuti in varie università di tutto il mondo. Con Francisco Aires Mateus ha vinto numerosi premi a livello internazionale.

La Facoltà di Architettura di Ferrara – nell’ambito delle attività svolte dal Laboratorio di ricerca Material Design all’interno del corso “Costruzioni in Pietra” A. A. 2009-10 (docenti proff. Alfonso Acocella e Vincenzo Pavan) in collaborazione con i Laboratori di Progettazione architettonica 2 (proff. Paola Gennaro, Alfonso Femia, Paolo Rava) e Marmomacc – ospita nei suggestivi spazi recentemente restaurati di Palazzo Tassoni, la conferenza “Opere e Progetti” di Manuel Aires Mateus, presentato da Gabriele Lelli, con il patrocinio della Fondazione Architetti di Ferrara.

Chiara Testoni

Conferenza:
4 Maggio 2009 ore 15
Facoltà di Architettura di Ferrara

Palazzo Tassoni, Salone d’Onore
Via della Ghiara 36, Ferrara

Per approfondimenti ed aggiornamenti di programma:
www.airesmateus.com
www.materialdesign.it

Scarica il poster della conferenza

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26 aprile 2010

News

INNOVARE PER ABITARE
Contesti diversi ma qualità uniformi

II CONVEGNO NAZIONALE SITdA
INNOVARE PER ABITARE
Contesti diversi ma qualità uniformi

Roma, 29-30 aprile 2010
Casa dell’Architettura, Piazza Manfredo Fanti 47
locandina.jpg

Il federalismo fiscale e la proposta di legge di Riforma Universitaria determineranno opzioni politiche articolate che, in quanto tali, comporteranno conseguentemente differenze, anche sensibili, tra le realtà regionali e locali.
Sarà necessario pertanto mettere a confronto tra loro obiettivi, strategie, procedure e strumenti di intervento, al fine di garantire qualità uniformi in contesti diversi.
Si ritiene che il ruolo della SITdA, proprio in quanto “rete” a scala nazionale, debba configurarsi come osservatorio delle singole e specifiche realtà, come struttura di trasmissione delle conoscenze ed infine come luogo di confronto tra le strumentazioni adottate, con l’obiettivo ultimo di garantire una sostanziale omogeneità nei risultati; per rafforzare tale attuale ruolo il Convegno intende impegnare i Soci ad individuare adeguate modalità organizzative capaci di elaborare proposte operative che consentano alla SITdA di porsi quale interlocutore privilegiato nei confronti delle diverse realtà, anche universitarie, alla scala regionale e locale.

Giovedì 29 Aprile 2010

9.00 Registrazione dei partecipanti e wellcome coffee
9.30 Apertura lavori
Benvenuto ai partecipanti
Amedeo Schiattarella, Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma
Presentazione
Paolo Felli, Presidente SITdA
Introduzione
Fabrizio Orlandi, Direttore Dipartimento ITACA

10.20 Interventi Istituzionali
Luigi Frati, Rettore della Sapienza Università di Roma
Marco Corsini, Assessore alle Politiche del Territorio, Comune di Roma
Renato Masiani, Preside della Facoltà di Architettura Ludovico Quaroni
Livio De Santoli, Preside della Facoltà di Architettura Valle Giulia

Sessione 1
I bisogni da soddisfare

Percorsi che garantiscano adeguata condivisione in un’ottica sistemica e partecipata e, attraverso una programmazione strategica, consentano il soddisfacimento della domanda di infrastrutture, servizi ed alloggi del paese, a supporto di una qualità uniforme delle realizzazioni pur nella diversità dei contesti.

11.00 Filmato di presentazione del tema

11.10 Introduce
Mario Losasso, SITdA
Discussants
Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis
Bernardo Caprotti, Imprenditore
Maria Pia Garavaglia, Commissione Istruzione e Beni Culturali del Senato
12.00 Interventi liberi e/o programmati dei Soci SITdA

13.00 Lunch

Sessione 2
La qualità auspicata

Integrazione delle competenze e interdisciplinarietà costituiscono la chiave per assicurare livelli di qualità adeguati alla diversità dei contesti nell’offerta edilizia relativa al recupero, alla riqualificazione e alla realizzazione di nuovi interventi.

14.00 Filmato di presentazione del tema

14.10 Introduce
Roberto Pagani, SITdA
Discussants
Ezio Andreta, APRE, Agenzia per la Ricerca Europea
Giorgio Ardito, Presidente Agenzia Territoriale della Casa di Torino
Roberto Morassut, VIII Commissione della Camera dei Deputati Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici
15.00 Interventi liberi e/o programmati Soci della SITdA

16.00 Tea break

Sessione 3
Con quali costi

Uso ottimale delle risorse economiche, umane, sociali e ambientali, in un’ottica di progressivo riequilibrio e nella logica di una qualità attenta al ciclo di vita predeterminato del bene edilizio.

16.15 Filmato di presentazione del tema

16.25 Introduce
Saverio Mecca, SITdA
Discussants
Paolo Buzzetti, Presidente ANCE
Gaetano Fontana, Coordinatore della Struttura Tecnica di Missione per la ricostruzione del territorio Aquilano
Francesco Nucara, VIII Commissione della Camera dei Deputati Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici
17.15 Interventi liberi e/o programmati dei Soci della SITdA

Sessione conclusiva
In che modo

Diversi contesti possono generare modalità e risposte diversificate, purché garanti di livelli di qualità uniformi. Le questioni emergenti dalle prime tre sessioni aprono la strada ad un doveroso confronto tra esperienze e criteri operativi che, opportunamente mutuati, possano essere trasferiti in toto o in parte in altre realtà al fine di individuare per ognuna di esse la risposta più appropriata.

18.15 Panel finale
Roberto Palumbo, SITdA
Luciano Zani, Preside Facoltà di Sociologia
Rocco Curto, Presidente della Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Architettura
Franco Karrer, Dipartimento Pianificazione Territoriale e Urbanistica, Roma
18.45 Conclude
Roberto Palumbo

19.00 Chiusura lavori

20.30 Cena Sociale SITdA

Venerdì 30 Aprile 2010

9.30 Assemblea dei Soci della SITdA
Nomina del Presidente dell’Assemblea
Illustrazione del Bilancio Consuntivo anno 2009 – Bilancio Preventivo anno 2010

9.45 Interventi dei Soci della SITdA
11.00 Intervento del Presidente APSTI Alessandro Giari
Firma del Protocollo di Intesa SITdA – APSTI Associazione Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani

11.40 Coffee break

12.00 Cerimonia per il conferimento del titolo di Socio Onorario SITdA a Gianfranco Dioguardi e Thomas Herzog
12.00 Introduzione
Paolo Felli, Presidente SITdA
12.10 presentazione
Giorgio Giallocosta
12.20 Gianfranco Dioguardi
12.50 presentazione
Salvatore Dierna
13.00 Thomas Herzog

13.30 Conclusione della Cerimonia

Scarica la locandina
Scarica il programma
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24 aprile 2010

Opere di Architettura

Restauro e trasformazione di Villa Graziani a Marano di Valpolicella
Studio di Architettura Rocchi Mengalli Nicolis

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Il fronte principale della Villa ed una maschera ornamentale oggetto di restauro.

Il recupero di Villa Graziani non solo rappresenta un’ opera di restauro di uno splendido edificio di fine ‘800, ma riporta anche a nuova vita un’architettura, ridonandole i colori, la matericità, e facendo riaffiorare l’imponenza tipica della pietra utilizzata, nelle apparenze esteriori, in senso massivo.
La Villa a Marano di Valpolicella risale al 1826, su progetto dell’architetto Giuseppe Barbieri, che per incarico della famiglia Graziani costruì questa residenza per il soggiorno in campagna. L’edificio di tre piani dal volume compatto e simmetrico si presenta come un tipico villino borghese dell’epoca che si erge su un piccolo colle nella zona est di Valgatara. La veste esterna riprende la tripartizione delle facciate palladiane e seppur in maniera meno sontuosa ne ripropone il linguaggio formale semplice e armonico: è così ad esempio nelle finestre del piano nobile che alternano timpani circolari a quelli triangolari, mentre al piano terra un bugnato avvolge l’elegante serliana che introduce all’atrio antistante l’ingresso principale. La bidimensionalità del fronte è interrotta dal solo avanzamento del corpo centrale, che assieme al portico crea un lieve effetto chiaroscurale e suggerisce la centralità della distribuzione interna.
La pietra di Vicenza è il principale materiale lapideo utilizzato dagli architetti Rocchi Mengalli Nicolis nel progetto di Villa Graziani. L’uso della Pietra tenera di Vicenza, qui fornita dall’azienda Grassi1880, è caratteristica nel decoro delle ville venete. Questa pietra sedimentaria che si estrae da cave dei Colli Berici, ha un tipico colore chiaro i cui sedimenti e detriti calcarei, talvolta ben visibili nel materiale, ne aumentano il senso materico ed il pregio.
I rivestimenti esterni della Villa, tutti originali, sono stati sapientemente restaurati così come gli elementi decorativi, il mascherone dell’ingresso, i mensoloni ed il cornicione che corona l’edificio, riportando alla luce la tonalità viva del materiale lapideo, accostato alle tinte degli intonaci del fronte.
Gli ampi spazi verdi che incorniciano il fabbricato principale assieme agli annessi rustici, anch’essi oggetto di restauro a partire dal 2003, sono delimitati da una recinzione in blocchi di sasso su cui si innestano la grande scalinata, che termina nella cancellata sul lato est, ed il vialetto che accompagna al portale sul lato nord; la pietra ancora una volta, con la sua semplicità di linguaggio, è qui chiamata ad un dialogo quanto mai riuscito con l’antico e le preesistenze.

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La scala in pietra di Vicenza alle spalle del nuovo ascensore.

All’interno, la pietra di Vicenza tagliata in grandi lastre destinate alla pavimentazione di ingresso, si plasma ed assume ancor maggiore matericità nei gradini che costituiscono lo scala d’adduzione ai piani superiori.
L’ampia scalinata con i suoi bordi lavorati a toro, con la ringhiera in ferro forgiata secondo un disegno classico, sale abbracciando un ascensore in vetro e acciaio, a rimarcare la contemporaneità di questo intervento dove la cura del dettaglio si integra bene agli elementi tecnologici.
Il grande camino come elemento tipico degli ambienti tradizionali viene reinterpretato. La pietra forma una cornice attorno all’ampio focolare e appare come un elemento monolitico dalle linee semplici, riproposto con scanalature essenziali, che gli donano tuttavia la giusta monumentalità e sontuosità.
Negli interni una grande attenzione è dedicata agli accostamenti tra i materiali, ed è proprio nell’unione tra gli elementi lapidei ed i materiali tipici dell’architettura più attuale che si hanno le scelte più riuscite. Gli spazi offrono un susseguirsi continuo di elementi tra loro in contrasto per natura e caratteristiche: il vetro, l’acciaio, la ceramica posta accanto agli stucchi e al legno ad intarsio delle pavimentazioni, il tutto in una successione mai banale o scontata. I bagni accostano pareti in porfido a rivestimenti in mosaici ceramici, integrati con arredi dalle linee essenziali e contemporanee.

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Dettaglio di un camino interno e di alcuni originari gradini esterni.

Pur conservando la sontuosità in certi ambienti ed alcuni elementi decorativi tipici di un edificio storico, l’intervento di restauro ha trasformato l’edificio in uno spazio vivibile, arricchendolo con tutte le comodità di un’abitazione d’oggi.
In una moltitudine di materiali e sovrapposizioni leggibili, l’intervento è in grado di mantenere una coerenza compositiva che vede nella ricerca dell’essenziale, della semplicità e dell’ordine il suo punto di forza; al di là dei decori resta infatti l’essenza degli stili che qui si stratificano dando un esempio di riuscito eclettismo. Allora anche un edificio datato, dall’aspetto sontuoso, può diventare luogo privilegiato per l’abitare contemporaneo.

photogallery

di Debora Giacomelli

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23 aprile 2010

News

Il rame e la casa 2010

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AI NASTRI DI PARTENZA LA 3° EDIZIONE DEL CONCORSO CHE REINVENTA IL RAME
L’Istituto Italiano del Rame (IIR), in collaborazione con European Copper Institute (ECI), rinnova per il 2010 l’ormai consueto appuntamento con il concorso internazionale “Il Rame e la Casa”, volto all’ideazione e alla progettazione di oggetti in rame o sue leghe.
Dopo il grande successo ottenuto nelle precedenti edizioni, IIR ha voluto dare continuità ad un importante programma che coinvolge giovani progettisti e studenti nell’applicazione di un materiale espressivo come il rame al design d’arredo, sperimentandone sempre nuove potenzialità funzionali ed estetiche.
Il concorso, nato dall’esigenza di raccontare un materiale nobile e ancestrale in maniera innovativa e anticonvenzionale, si rivolge a due distinte categorie: designer e architetti professionisti di età non superiore ai 40 anni, e studenti regolarmente iscritti presso scuole superiori di grafica, arredamento, design, facoltà di architettura o design, dottorati e masters.
I progetti saranno esaminati in forma anonima da una Giuria composta da tre professionisti nel settore dell’architettura e del design: Antonia Astori, Giulio Iacchetti e Marco Romanelli.
Protagonisti indiscussi del concorso saranno gli oggetti progettati utilizzando il rame da solo o declinato nelle sue leghe, come l’ottone e il bronzo, o accostato anche ad altri materiali. Oggetti che dovranno esaltare le qualità non solo estetiche ma anche funzionali del rame, oltre a raccontarne l’estrema coerenza prestazionale.
I progetti dovranno essere inviati entro il 30 Novembre 2010 e potranno provenire da ogni parte del mondo a testimonianza dello spirito internazionale che anima il concorso.
Saranno premiati i progetti di coloro che sapranno reinventare attraverso l’uso del rame gli oggetti di uso comune, migliorandone la funzionalità e trasformandone l’uso quotidiano.
Scopo del concorso è proprio quello di esaltare e portare alla ribalta nella scena del design contemporaneo le proprietà sia ornamentali che costruttive del metallo rosso, onnipresente ma spesso invisibile, capace di calarsi grazie alla sua forte carica espressiva in ogni ambito dell’architettura d’interni.
Le passate edizioni del concorso hanno saputo mettere in luce svariati modi di raccontare il metallo rosso esplorandone le innumerevoli proprietà. Grazie alla sua forte riconoscibilità e alla sua straordinaria versatilità, offre molteplici possibilità di manifattura e applicazione: da complementi d’illuminazione, vasi e specchi, a tavoli, sedute e decorazioni per interni, interpareti, pavimenti, radiatori e così via.
L’ottima conducibilità elettrica, la conduttività termica, la malleabilità, la durevolezza, la duttilità, oltre che le sue funzioni antibatteriche e la sua totale riciclabilità lo rendono un materiale sempre più utilizzato, soprattutto in un’epoca come la nostra, orientata a ricercare soluzioni d’arredo nell’ottica di un design ecosostenibile.
Il concorso “Il Rame e la Casa” si inserisce nel più ampio orizzonte della strategia perseguita da oltre trent’anni dall’Istituto Italiano del Rame in qualità di associazione no profit per la promozione e lo sviluppo dell’utilizzo del rame e delle sue leghe non solo nei più tradizionali campi dell’industria, ma anche nel mondo del design.
Il rame, quindi, come materiale dalla doppia connotazione: figlio della tradizione e della storia e preziosa risorsa per un miglior vivere contemporaneo.

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