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14 aprile 2010

Design litico

John Pawson e Salvatori al Fuorisalone a Milano

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12 aprile 2010

Letture

Architettura e Modernità. Dal Bauhaus alla rivoluzione informatica

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“Architettura e Modernità. Dal Bauhaus alla rivoluzione informatica”
Antonino Saggio
Carocci, Roma 2010
467 pagine, ill. b/n,
prezzo: 43,70 €
testo in italiano

Il testo di taglio saggistico “Architettura e Modernità”, dell’architetto e professore Antonino Saggio, è un intenso viaggio negli ultimi 90 anni della nostra storia, di cui l’autore registra con sguardo puntuale e obiettivo la complessità e i meccanismi di trasformazione, segnalandone le intrinseche lacerazioni ma anche gli slanci vitali, rivelandone le ragioni epocali e gli obiettivi cruciali che da sempre trovano chiara forma espressiva nello strumento illuminante e rivelatore dell’architettura.
Il libro si articola in otto grandi capitoli, secondo un’impostazione di tipo cronologico: gli anni della macchina (1919-1929); l’era dell’individualità (1929 – 1939); la ricostruzione del significato (1945- 1956); gli anni del Big Bang (1957 – 1966); gli anni del linguaggio (1968 – 1977); gli anni dei contesti e dei palinsesti (1978 – 1987); il successo dell’architettura nel mondo (1988 – 2000); la rivoluzione informatica (dopo il 2001).
Di ciascuna di queste fasi storiografiche viene proposta una lettura critica per quanto concerne gli aspetti dell’espressività progettuale dall’architettura all’urbanistica, supportata anche da brevi esplorazioni nel mondo contestuale dell’arte, della filosofia, della politica e dell’economia.
La straordinaria portata rivoluzionaria dell’età della macchina ha prodotto negli anni ’20 del secolo scorso uno sbalorditivo mutamento nelle coscienze: la caduta dell’ ”aura” baudeleraiana ha stravolto la sensibilità artistica, dapprima ispirata ai valori di unicità e irripetibilità dell’ideazione, piegandola definitivamente ai nuovi paradigmi della produttività seriale e industrializzata, della responsabilità sociale e della coerenza funzionale, della razionalità delle forme e dell’oggettività dei processi, dell’impegno costante e quasi ossessivo a riqualificare e migliorare gli standards della vita umana: in soli sei anni, dal 1923 al 1929, il Bauhaus, il genio di Le Corbusier e i tanti diversi contributi dei protagonisti della cultura di quel tempo (Mendelsohn, Mies van der Rohe,…) hanno prepotentemente rifondato le basi del pensiero moderno che tanto ha condizionato le esperienze successive.
Negli anni ‘30 è venuto il tempo dell’ ”individualità”, animato dall’anelito di alcuni grandi intellettuali, al di là delle intrinseche diversità, a coniugare le rivoluzionarie conquiste della Avanguardie e, oltreoceano, dell’International Style, con una vocazione più personale, poetica e “geograficamente specifica” del fare architettura (Aalto, Terragni, Wright).
Gli anni ’40 e ’50 hanno visto il fragoroso dissolversi dei sogni spezzati dallo stridore della guerra, lo squarcio sanguinoso delle città e delle anime da cui è sprigionata l’ ansia insopprimibile a ricostruire, a ricominciare e ripensare nuovi valori e significati. Così è venuta l’epoca della pianificazione urbanistica e il tema dell’architettura come “necessità” per una migliore qualità del convivere: i grandi interventi urbani, dall’Unité d’Habitation al Brutalismo smithsoniano ma anche l’esigenza di un’architettura “istituzionale”, intesa come atto sociale e collettivo, interprete dei bisogni primari e inalienabili dell’uomo (Kahn), sono solo alcune delle riflessioni di questi anni.
Il periodo tra la fine degli anni ’50 e ’60 è quello che l’autore definisce del Big Bang, ovvero il tempo della frammentazione culturale, del libero e divertito assemblaggio delle forme, del collage, dell’esaltazione dell’eccentricità e dell’ottimismo fiducioso della cultura pop. Ma sono anche gli anni di una riscoperta del valore storico del contesto (Gardella, BBPR, Zevi,…) così come di una nuova crisi della città, re-interpretata attraverso i modelli delle “macrostrutture” (Tange, Quaroni, Gregotti, Fiorentino,..) e attraverso le valutazioni sul “tessuto” come trama di relazioni sociali, storiche e culturali tra l’individuo e l’ambiente (Lynch, Atelier 5, Sauer,…).
Negli anni ’70 la parola chiave è “libertà”, celebrata attraverso alcune “esplosive” esperienze di metamorfosi della facies dell’architettura ispirate a un ritorno alla figurazione contro l’astrazione e tradotte dapprima nell’ high tech (Piano, Rogers,…) poi nel postmoderno (Rossi, Stern, Graves, Moore,..) ma anche nell’avvento di un forte spirito di “partecipazione” degli utenti nel processo progettuale (Kroll, De Carlo, Erskine,…).
Negli anni ’80 si profila una nuova presa di coscienza dei limiti dello spazio e delle risorse del pianeta, con la conseguente necessità di una progettazione più responsabile in termini ambientali, e si forma una più attenta sensibilità dei confronti del contesto. Da qui le esperienze di “archeologia contemporanea” (sul fronte italiano, Anselmi, Purini, Portoghesi, Valle, …) ma anche la scoperta della forte carica ispiratrice propria del tessuto paesaggistico e naturale (Hadid).
Con la fine degli anni ’80, in particolare modo con il crollo del muro di Berlino (1989), e nel corso degli anni ’90, il mondo si apre a una nuova stagione storica: l’apertura dei confini, la globalizzazione, l’avvento di nuove tecnologie dell’informazione portano alla disarmante coscienza della velocità del cambiamento in atto. Sono gli anni del decostruttivismo, che pone l’accento su una nuova visione compositiva tesa a sovvertire la norma classica e convenzionale attraverso uno sguardo imprevedibile e ricco di tensioni, di dinamismo, di possibilità (Eisenmann, Libeskind) ma sono anche gli anni di un’architettura che “informa”, entrando a fare parte del grande meccanismo semantico della comunicazione contemporanea, attraverso una rappresentatività multisensoriale ed evocativa (Herzog & De Meuron, Nouvel) o una dichiarazione programmatica e propagandistica di forme e contenuti (Gehry).
Infine, con il 2001, con l’orrore del World Trade Center si apre il nuovo secolo sotto l’egida di incombenti paure ma anche di nuove prospettive, all’insegna del più straordinario motore di cambiamento dai tempi della rivoluzione industriale: la rivoluzione informatica, che detiene un’ impressionante potenza in termini di controllo non solo della comunicazione e dell’informazione ma anche della stessa vita umana. La pelle digitalizzata dell’architettura (Herzog & De Meuron, Miralles – Tagliabue, Nouvel, van Berkel,…), la modellazione plastica e la fluidità delle forme (Foster, Gehry,…), l’interattività sensoriale tra oggetto architettonico e mondo esterno (Ito, Deller & Scofidio,…) ma anche un nuovo, doveroso impegno in termini di eco-sostenibilità rivelano la congerie di spunti, riflessioni e vocazioni di una contemporaneità tanto più complessa e straziata da crisi economiche a scala planetaria e domestica quanto più portatrice di infinite possibilità: il patrimonio scientifico e tecnologico del nostro tempo adombra infatti uno straordinario potenziale che, se ben declinato, ha in sé il germe per la fondazione di un futuro di fiducia e ottimismo perché, come dice positivamente l’autore, “è servito forse andare sulla luna per ritrovare il senno”.
Le dense pagine di questo testo, punteggiate da un conciso ma efficace apparato iconografico e permeate da una narrazione fluida e agevole, sono un contributo molto utile per tutti coloro che, animati da curiosità intellettuale, tentano di sondare al di là degli stili e di fuorvianti apparenze le trame celate negli anni convulsi della contemporaneità e delle pregresse epoche storiche perché, sempre citando l’autore, “la storia non è un problema di “stile”. E’ un “a priori”, congenito e atavico”, e conoscere il proprio passato sembra l’unico modo per porsi in modo critico e consapevole nei confronti di un presente controverso e di un futuro incerto.

di Chiara Testoni

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9 aprile 2010

Eventi

Casalgrande Ceramic Cloud.
Kengo Kuma con Casalgrande Padana.

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Casalgrande Padana intende consolidare il rapporto profondo che, da sempre, la lega alla sfera progettuale. Cultura della produzione e cultura del progetto sono, infatti, gli ambiti di riferimento fondamentali per le strategie di sviluppo dell’azienda che, in questi 50 anni, ha saputo orientare la propria crescita costante in modo equilibrato e consapevole, non solo indirizzando la produzione all’innovazione tecnologica e alla ricerca di nuove soluzioni estetiche e funzionali per il mondo del progetto, ma anche coltivando una particolare sensibilità nei confronti di temi quali lo sviluppo sostenibile, la salvaguardia dell’ambiente e la responsabilità sociale d’impresa.
Per celebrare i 50 anni di storia, Casalgrande Padana ha organizzato una serie di eventi e iniziative culturali di notevole interesse.
Il primo appuntamento riguarda il progetto “Casalgrande Ceramic Cloud”, un intervento tra architettura e land art progettato da Kengo Kuma e realizzato da Casalgrande Padana, grazie a un accordo di programma sottoscritto con il comune di Casalgrande.
L’opera, che sarà la prima costruita in Italia dal grande architetto giapponese, è attualmente in fase di avanzata esecuzione e sarà terminata prima della prossima estate.

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“Casalgrande Ceramic Cloud” si configura come un’inconsueta struttura tridimensionale che sperimenta innovativi utilizzi applicativi dei componenti ceramici di ultima generazione. Interamente realizzata con speciali lastre di grandi dimensioni in grès porcellanato fissate meccanicamente a un’intelaiatura metallica appositamente concepita, la costruzione si sviluppa per oltre 40 metri per un’altezza di 7, definendo un oggetto architettonico di raffinata eleganza, destinato a identificare simbolicamente un territorio con una chiara vocazione produttiva e un forte legame con la cultura del progetto.
“Casalgrande Ceramic Cloud” sarà al centro anche di un secondo importante evento culturale durante la Settimana milanese del Design, dal 13 al 19 aprile, presso l’Università Statale di Milano, dove Casalgrande Padana sarà tra i protagonisti di Interni Think Tank con una suggestiva installazione di Kengo Kuma ispirata all’opera in corso di realizzazione.
Sempre nell’ambito dell’evento organizzato dalla rivista Interni, mercoledì 14, il grande architetto giapponese terrà una conferenza nell’Aula Magna dell’Università Statale e presenzierà alla cerimonia di premiazione del Grand Prix 2007-2009, ottava edizione del concorso internazionale di architettura promosso da Casalgrande Padana.
In questa stessa occasione, verrà ufficialmente aperta la nona edizione del Premio che l’azienda leader nella produzione di grès porcellanato lanciò nel 1990 per premiare le migliori opere realizzate con i propri prodotti in tutto il mondo.

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Casalgrande Padana e CCCWall presso
Interni Think Tank, Milano, Fuorisalone, 13 al 25 aprile 2010

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Litico Etico Estetico

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Sommario/Contents
Volti di pietra | Faces of stone
Fulvio Irace

AAF – Asian Architecture Friendship
Un ben calibrato fatto “culturale” di pietra nel remoto villaggio nepalese di Philim
A precisely calibrated “cultural ”fact in stone in the remote Nepalese village of Philim
Werner Oechslin

Complesso Scolastico Buddha
Buddha School Complex
La pietra che viene dal fiume
Stone that comes from a river
Cenni biografici/Biographical Outline

Fermín Vázquez – b720
Sulla nuova Plaza del Torico
On the new Plaza del Torico
Juan José Lahuerta

Restauro di Plaza del Torico
Refurbishment of Plaza del Torico
Un tappeto di Basalto
A carpet of Basalt
Cenni biografici/Biographical Outline

Cino Zucchi Architetti
Frammenti della “Milano di Pietra”
Fragments of “Milan in Stone”
Vincenzo Pavan

Gli Headquarters IPER sul sedime della ex-mensa Alfa Romeo
The IPER Headquarters on the site of the former Alfa Romeo ex-canteen
Una pietra sottile per una massa compatta
A thin stone for a compact mass
Cenni biografici/Biographical Outline

Grafton Architects
Sull’ampliamento dell’Università Bocconi
On the Bocconi University Extension
Francesco Cellini

Ampliamento Università Bocconi
Bocconi University Extension
Ceppo di Grè per un pezzo di città
Ceppo di Grè for a piece of city
Cenni biografici/Biographical Outline

Snøhetta
Pietra di ghiaccio
Stone of ice
Fulvio Irace

Opera House
Opera House
Davide Turrini

Marmo mediterraneo per i fiordi
Mediterranean marble for a fiord
Davide Turrini
Cenni biografici/Biographical Outline

Alejandro de la Sota
Il Gobierno Civil di Tarragona
The Gobierno Civil of Tarragona
Juan José Lahuerta

Tettoniche murarie
Masonry tectonics
Angelo Bertolazzi
Cenni biografici/Biographical Outline

Espigueiros y Hórreos
Hórreos della Penisola Iberica Breve saggio sull’ethymon del monumentale in architettura
Hórreos of the Iberian Peninsula Brief essay on the etymon of monumental in architecture
Antonio Armesto Aira

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IL SENSO DELLA MATERIA
THE SENSE OF MATERIA

Sommario | Contents

Pensare in pietra
Thinking in stone
Francesco Venezia

La rimaterializzazione della pietra
The rematerialization of stone
Vincenzo Pavan

Mario Fiorentino, Giuseppe Perugini
Un “evento di pietra”: il memorial delle Fosse Ardeatine
An “event in stone”: the Fosse Ardeatine memorial
Raynaldo Perugini

Mausoleo delle Fosse Ardeatine
Fosse Ardeatine Mausoleum
Cenni biografici | Biographical Outline

Paulo David
Le pietre sull’oceano
Stones on the ocean
Vincenzo Pavan

Piscine Salinas e Passeggiata sul mare
Swimming pools Salinas and Maritime Stroll
Cenni biografici | Biographical Outline

Jensen & Skodvin Arkitektkontor
Architettura cistercense moderna in Norvegia
Modern Cistercian architecture in Norway
Werner Oechslin

Monastero per monache Cistercensi
Monastery for Cistercian nuns
Un patchwork di ardesia
A patchwork of slate
Cenni biografici | Biographical Outline

Rafael Moneo
L’arte di passare inosservati
Inconspicuous Mastery
Luis Fernández-Galiano
Ampliamento del Banco de España
Bank of Spain extension
Le pietre del Banco
The Banco stones
Cenni biografici | Biographical Outline

Antonio Jiménez Torrecillas
Attraverso la muraglia, attraverso il tempo
Throught the wall, throught time
José Miguel Gómez Acosta

Muraglia Nazarí nell’Alto Albaicín
Nazarí Wall in Albaicín Alto
Cenni biografici | Biographical Outline

Beniamino Servino
Un “beniamino” del luogo
A “gift” of the site
Marco Casamonti

Casa bifamiliare a Pozzovetere
Two-family house in Pozzovetere
Cenni biografici | Biographical Outline

Architettura della Lessinia – Stalla del Modesto
Una lezione sulla pietra
A lesson on stone
Vincenzo Pavan

Una pietra “naturalmente” tagliata
A naturally cut stone
La Stalla del Modesto
The Modesto stables

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